Cautela sul segmento high yield

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di Finanza Operativa 5 Febbraio 2016 | 14:30

a cura di David Horsfall, vice-CIO, Standish Mellon AM (BNY Mellon)

Dopo la riunione della Fed di fine gennaio, sembra improbabile che ci saranno quattro rialzi dei tassi negli Stati Uniti nel corso del 2016. Tuttavia, riteniamo probabile che la stretta monetaria proseguirà il suo corso piuttosto che invertire rotta con un nuovo calo dei tassi. Anche se le ultime dichiarazioni della Federal Reserve sembrano abbastanza accomodanti, il tono resta comunque più ottimista che non in settembre, quando gli eventi in Cina e la volatilità dei mercati avevano congelato temporaneamente i tassi negli Stati Uniti. Una cosa è certa: la Fed è sempre più dipendente dai dati macroeconomici, quindi la portata della stretta monetaria nel corso di quest’anno dipenderà direttamente dalla tenuta dell’occupazione negli USA.

Le implicazioni negative del calo dei prezzi del petrolio hanno danneggiato il settore dei bond high yield. I rendimenti di questo segmento sono direttamente correlati con l’andamento del greggio, consigliando prudenza negli investimenti perché i default sono probabilmente destinati a salire. È improbabile che gli spread sulle obbligazioni a più alto rischio diminuiscano sinché i prezzi delle materie prime non si stabilizzeranno o i default inizieranno a verificarsi. Tuttavia, non tutti i titoli high yield rientrano nel settore energetico, sebbene questo rappresenti un peso per l’intera asset class. Anche in un contesto instabile, potrebbero presentarsi alcune opportunità accuratamente selezionate d’investimento. Il nostro outlook generale sul settore, in ogni caso, resta cauto.

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