Utile in crescita per Banca Imi

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 8 Febbraio 2016 | 11:55

Il Cda di Banca Imi la banca d’investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, ha approvato i consuntivi individuali e consolidati al 31 dicembre 2015. Nel dettaglio, il consuntivo annuale fa segnare un utile netto consolidato di 534 milioni di euro, in aumento del 5,5% rispetto ai 506 milioni del 31 dicembre 2014. Il risultato sconta gli effetti, di circa 96 milioni al netto delle imposte, derivanti dal pagamento dei contributi ordinari e straordinari per il Fondo Risoluzione Nazionale. Al netto degli effetti derivanti dalla contribuzione ordinaria e straordinaria al Fondo Risoluzione Nazionale, l’utile netto consolidato si collocherebbe a 630 milioni (+24,5%).

Il risultato è stato trainato dai ricavi operativi, con il margine di intermediazione a 1.443 milioni di euro – in aumento del 8,5% – grazie all’incremento nelle commissioni (+18%) per la maggiore operatività con clientela ed ai profitti da operazioni finanziarie. Alla formazione del margine di intermediazione consolidato hanno contribuito l’area Global Markets, guidata da Massimo Mocio, per 1.045 milioni di euro e l’area Corporate & Strategic Finance, diretta da Andrea Mayr, con 398 milioni di euro, grazie ai 278 milioni di euro dalla Finanza Strutturata ed ai 120 milioni di euro dall’Investment Banking.

Il risultato della gestione operativa per il 2015 si colloca a 993 milioni di euro (+7,4%), dopo aver contabilizzato costi di struttura per 450 milioni (dai 405 milioni al 31 dicembre 2014) che riflettono una maggiore incidenza delle componenti variabili delle retribuzioni, nel quadro dell’applicazione dei sistemi incentivanti a supporto della crescita del gruppo Intesa Sanpaolo, e maggiori costi direttamente legati alla generazione dei ricavi in ambito infrastruttura tecnologica e operations.

Il cost/income ratio si attesta al 31,2% rispetto al 30,5% del consuntivo di confronto. Dopo rettifiche, accantonamenti e altri oneri per 175 milioni di euro, inclusivi come detto degli oneri di 142 milioni per l’intervento nella risoluzione di quattro banche italiane, l’utile delle attività ordinarie è pari a 818 milioni di euro, in crescita del 5,1% rispetto ai 778 milioni del 31 dicembre 2014.

I requisiti patrimoniali registrano un Total Capital Ratio – composto esclusivamente da Common Equity Tier 1 – al 10,7%; il coefficiente tiene conto della distribuzione di un dividendo per complessivi 500 milioni. Il totale attivo di bilancio si colloca a 154 miliardi di euro, dai 147 miliardi di euro del 31 dicembre 2014.

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