Gam: “Il mercato snobba il lusso nonostante le ottime trimestrali”

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di Finanza Operativa 9 Febbraio 2016 | 12:00

a cura di Scilla Huang Sun, responsabile delle strategie azionarie sul lusso di GAM

Il focus del mercato resta in maniera preponderante sui risultati dell’ultimo trimestre. Circa un terzo delle società del lusso hanno già rilasciato i loro dati e quelle rimanenti li pubblicheranno nelle settimane a venire. Nonostante il sentiment di mercato sia piuttosto negativo nei confronti del settore del lusso, la maggior parte delle società ha battuto le aspettative con una visione positiva riguardo alle vendite in Cina che è stata una sorpresa piacevole mentre, forse, è stata un po’ più deludente quella nei confronti delle vendite negli Stati Uniti. Molte società del lusso come Richemont e Burberry hanno infatti riportato numeri e commenti piuttosto positivi sulla Cina, facendo supporre un miglior trend di vendite.

In Asia, Hong Kong rimane un mercato competitivo alla luce del fatto che i turisti cinesi preferiscono viaggiare verso destinazioni più economiche come il Giappone, la Corea e l’Europa. Si ricorda, a tal proposito, che il turismo è un fattore chiave per la generazione di vendite a Hong Kong. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’outlook per il mercato USA è stato sorprendentemente cupo a causa del rallentamento dell’economia nel quarto trimestre. Alla luce del rafforzamento del dollaro, stiamo assistendo a un’ondata di turisti americani verso l’Europa per la prima volta dopo tanti anni ma, allo stesso tempo, la classe benestante brasiliana non sta viaggiando verso gli Stati Uniti a causa della svalutazione del real brasiliano, un altro fatto che ha inciso sulle vendite del settore del lusso negli USA.

Una società in particolare che ha deluso le aspettative è stata Tiffany, per via della sua importante esposizione verso gli States. Al contempo LVMH, un titolo benchmark nel lusso, ha battuto le aspettative sia a livello di ricavi sia di utile. L’ad del gruppo è rimasto positivo riguardo all’outlook della società e l’anno è iniziato bene per Louis Vuitton, il gioiello della corona del gruppo, nonostante un clima macroeconomico sfidante.

A livello globale, crediamo che rimanga importante monitorare ogni cambiamento nei flussi turistici visto che rappresentano tra il 30% e il 40% delle vendite nel settore del lusso.

I brand del lusso che vantano una buona gestione sono molto profittevoli e generano una quantità consistente di free cash flow e dividendi crescenti. E questo trend dovrebbe continuare, come testimoniato dal caso di LVMH, che ha appena aumentato il dividendo dell’11%, con il rendimento dei dividendi dei titoli azionari del lusso che sono avanzati lentamente fino a ben sopra il 2%.

Il mercato rimane tuttavia cauto nei confronti dei titoli del lusso e, secondo noi, un po’ troppo, e crediamo che il mercato sia attualmente troppo negativo verso la Cina. Le persone si sono concentrate sui dati deboli manifatturieri cinesi, ma il settore dei servizi e le vendite al dettaglio sono rimaste solide, crescendo tra il 10% e l’11% negli ultimi mesi. Riguardo al renminbi, il governo ha impostato un nuovo benchmark, che è più influenzato dagli scambi di mercato rispetto a un mero pegging con il dollaro. Fondamentalmente, questo approccio ha senso considerando che molti Paesi che competono contro i prodotti cinesi hanno svalutato le rispettive valute, così come il Giappone, l’Europa e alcuni dei mercati Emergenti.

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