L’Orso non dovrebbe preoccupare gli investitori attivi di lungo termine

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di Finanza Operativa 12 Febbraio 2016 | 10:00

di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments

Recentemente ho scritto un pezzo in cui ho esortato gli investitori a mantenere la calma ed andare avanti in mezzo alla volatilità dei mercati globali che, in una sola mattina, ha fatto perdere miliardi alle più grosse società europee, durante i primi giorni del 2016.

Ho esortato gli investitori a non farsi prendere dal panico e ho ricordato che gli investitori, che investono lungo termine, come Warren Buffett di solito cercano di mantenere la calma nei momenti volatili. Gli investitori esperti sanno che a 10, 20 o anche 30 anni, i segnali di ritorno a breve termine nelle performance tendono a pareggiarsi. Investire a lungo termine aiuta a regolare i picchi e le depressioni del mercato azionario, e può essere la strategia più efficace per stare sul mercato.

Da quando ho scritto quel pezzo, abbiamo sopportato una situazione di mercato Orso, che è in preda al panico di molti investitori. Il Ftse Mib è sceso sotto 17.000 punti il 9 febbraio per la prima volta dal 2013 tra i timori per l’economia globale e la salute delle banche.

L’economia globale sta, naturalmente, affrontando gravi sfide: eccesso di produzione di petrolio e tensioni in corso in Medio Oriente unitamente ad un rallentamento dell’economia cinese e un crollo del valore dello yuan – per non parlare dei timori per la fine di una situazione di tassi di interesse ultra-bassi e stimoli economici, come il quantitative easing – solo per citarne qualcuno.
Ma, come ho detto prima, i fattori di cui sopra non sono usciti dal nulla. La Cina e le sue ricadute sono stati un caso da qualche tempo, mentre borse hanno sempre subito correzioni, soprattutto quando i “mercati toro” (o in crescita) erano vicino alla fine del loro ciclo.

Inoltre, le opportunità esistono anche quando i mercati sono estremamente volatili. In modo particolare per i gestori attivi che cercano di minimizzare l’esposizione ad aziende, settori e paesi che sono influenzati negativamente dalla caduta del petrolio e di altre materie prime. Ma mentre i gestori attivi aggiungeranno valore durante periodi di volatilità, gli investitori dovranno fare la loro parte.

Gli investitori a lungo termine dovrebbero cercare di rimanere fiduciosi. Il calo dei prezzi del petrolio e la benzina più conveniente per i consumatori, i quali possono anche scegliere di spendere il denaro in altri settori, sono fattori positivi per l’economia. Infine, sebbene molte aziende siano state vendute indiscriminatamente in queste settimane turbolenti, queste rimangono ancora ottimi investimenti.

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