Puntare su ciclici e consumi, alla larga dagli energetici

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di Finanza Operativa 12 Febbraio 2016 | 16:00

A cura di Niall Gallagher, responsabile delle strategie azionarie europee di Gam
Gli indicatori dell’economia europea rimangono positivi e suggeriscono che il cammino di ripresa sia in corso: l’indice PMI è positivo in seguito all’esito del sondaggio della BCE sul mercato dei prestiti. Positivo anche il credit impulse, in particolar modo nell’Europa del Sud, sulla scia del Citi Economic Surprise Indicator. Abbiamo fiducia al momento verso i settori ciclici di consumo e industriali, soprattutto in Irlanda e Spagna. Per quanto riguarda l’Irlanda, continuano ad arrivare sorprese positive, con dati sul PIL tra il 7 e l’8% che hanno superato le aspettative.
E’ importante ricordare che metà delle entrate del mercato azionario europeo continuano a provenire da Paesi al di là dei confini europei e quindi che i principali eventi al di fuori dell’Europa continuano a influenzare il mercato locale. Ad esempio, continuiamo a monitorare gli sviluppi in Cina. Ma, a differenza di quanto accade nel mondo della pubblicità, dal nostro punto di vista le preoccupazioni che riguardano i dati sul Pil sono inferiori.
Siamo, al contrario, più preoccupati riguardo alla divaricazione tra la domanda interna e la quota di investimenti destinati ad asset fissi. A nostro avviso è ancora possibile un ragionevole calo per i mercati delle materie prime e degli energetici, con molti titoli minerari in condizioni finanziarie problematiche. Di conseguenza, non siamo al momento positivi né sui minerari, né su quegli industriali che riforniscono il settore minerario.
Sul fronte del mercato mondiale del petrolio, i nostri modelli domanda/offerta ci inducono a ritenere improbabile il raggiungimento di un punto di equilibrio prima del 2017. L’offerta è stata molto resistente con alti livelli di scorte invendute, elemento che potrebbe innescare un ampio scossone al ribasso verso a un prezzo uguale al costo di produzione qualora i livelli fossero sfondati al ribasso.  Tuttavia, non ci aspettiamo che il prezzo possa ulteriormente calare in maniera significativa e quindi possiamo immaginare che la fase più intensa di declino si sia manifestata.
Nel complesso, abbiamo scarsa fiducia nei confronti del settore degli energetici fatta eccezione per qualche singolo nome come Total. Non si tratta di una view di settore, quanto piuttosto di una scelta sul singolo titolo che, essendo attivo sia sul segmento upstream che downstream, appare in grado di beneficiare anche di un eventuale ulteriore calo del prezzo.
Un’altra società in una fase di grande sviluppo è LVHM, gruppo che ha da poco comunicato un 6% di crescita. Altri trend che appaiono solidi sono quelli relativi al settore della gioielleria e del cognac. E vediamo una domanda solida anche per quanto riguarda la pelletteria. Anche la società produttrice di ascensori Kone ha registrato buoni risultati continuando ad accrescere la propria quota di mercato nonostante il rallentamento dell’economia cinese e offrendo un pricing conveniente. Altri nomi che hanno reso pubblici tassi di crescita eccellenti e significative entrate sono Wirecard, con un surplus nella crescita dei guadagni superiore del 30%, e Ryanair, con un florido bilancio di cassa.

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