Portafoglio Italia 2016 resiliente alla crisi dell’equity

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di Finanza Operativa 17 Febbraio 2016 | 12:30

Il rimbalzo di questi giorni del Ftse Mib non deve far dimenticare che da inizio anno l’indice italiano delle blue chip segna un ribasso ancora vicino al 20 per cento. E che per ora solo due titoli, Moncler e Snam, registrano una performance positiva quest’anno. Con questo scenario ancora ribassista, non può non esserne colpito anche il nuovo Portafoglio Italia 2016. Che ha comunque retto egregiamente: tutti e tre performano meglio del Ftse Mib. Grazie anche a Snam, in positivo del +1,24% e Terna (-0,76%). Il portafoglio “5 dogs” segna -11,3%. quello dei “10 dogs” perde il 14,7%, mentre il migliore rimane il “PPP” (composto dalla sola Enel) con un -5,3 per cento. Qui i risultati in dettaglio. I dati sono aggiornati alle ore 11 di oggi.
Come vengono costruiti i tre portafogli? Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib. Ordinando questi 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs“: alla base del motodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato. Quest’anno è Enel.
Di seguito l’elenco dei 10 titoli: Unipolsai, Enel, Terna, Unipol Gf, Snam, StM, Banca Mediolanum, Tenaris, EniGeneraliMax Malandra

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