Giappone, l’economia non decolla, il Nikkei sì

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di Finanza Operativa 3 Marzo 2016 | 15:00

A capo del fondo Oyster Japan Opportunities da tre anni, Joël Le Saux lavora insieme a Yoko Otsuka, suo analista. Viaggiano regolarmente in Giappone per incontrare le società detenute ma anche per trovare nuove opportunità d’investimento. Il processo di gestione si fonda su un’analisi fondamentale volta a stabilire il valore intrinseco delle società studiate. Il portafoglio, che è composto da circa 50 titoli, comprende società mid-cap poco esposte al ciclo economico, ma anche grandi società comunemente più sensibili alla congiuntura.
Nonostante le speranze legate all’Abenomics, l’economia giapponese non ha evidenziato progressi nel 2015, riconfermando ancora una volta la sua incapacità di avviare una ripresa durevole. La borsa nipponica ha tuttavia evidenziato, negli ultimi tre anni, una delle migliori performance mondiali sospinta dalla forte crescita degli utili delle aziende. Per quanto la debolezza dello yen negli ultimi tre anni abbia inciso favorevolmente sui risultati delle società esportatrici, non è l’unico fattore per spiegare questa dinamica positiva. Secondo Joël Le Saux, la riorganizzazione delle attività delle società quotate verso le grandi metropoli oltre che al “pricing power” riconquistato grazie al calo della sovraccapacità produttiva hanno consentito di accrescere sensibilmente la redditività. In occasione del suo recente viaggio nel Sol levante, Le Saux ha anche sottolineato i benefici della scarsità di manodopera e la diminuzione della disoccupazione, due fattori positivi per il rilancio dei consumi. La costante crescita del turismo internazionale in Giappone, favorita da uno yen debole, offre a suo parere un altro tema di rilievo.
Il fondo mostra ottimi risultati su tre anni: il +80,1% contro il +64,5% del Topix Total Return e il +57,1% dei fondi omologhi, entrando così nel 1° decile della classifica Lipper. Inoltre, lo stile di gestione flessibile consente di ottenere una volatilità tra le più basse del gruppo di appartenenza e un profilo di rendimento asimmetrico. Il fondo mostra infatti flessioni più contenute rispetto alla media di mercato, beneficiando viceversa dei rialzi. Offre pertanto una vera alternativa alla gestione passiva e mostra performance più stabili nel tempo rispetto agli approcci growth o value.

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