Cinque idee di investimento in obbligazioni

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di Finanza Operativa 7 Marzo 2016 | 16:00

Secondo Nick Gartside, International Chief Investment Officer, Fixed Income, di J.P. Morgan Asset Management, i mercati globali presentano attualmente una serie di condizioni favorevoli all’investimento in obbligazioni: una crescita economica contenuta, un’inflazione modesta e una politica monetaria ancora molto accomodante. Ciò nonostante, la ricerca di una rendita e di un ritorno totale in un contesto di rendimenti obbligazionari sempre più bassi rappresenta una grossa sfida per gli investitori. Attualmente, i quasi 6.000 miliardi di dollari investiti in Titoli di Stato core su scala mondiale offrono rendimenti negativi, ai risparmiatori serve, quindi, un approccio più flessibile per sfruttare al meglio le opportunità del mercato obbligazionario.
“Oggi vi sono poche possibilità di superare la performance di un benchmark nell’ambito di una strategia basata su un indice. Un approccio svincolato dal benchmark consente invece di cogliere un maggior numero di opportunità, spaziando in ogni settore e area geografica per aumentare la diversificazione, i guadagni e il rendimento” sostiene Gartside, il cui fondo JP Morgan – Global Bond Opportunities compie 3 anni in febbraio. Ecco, allora, cinque idee di investimento obbligazionario unconstrained nel contesto di mercato attuale.
High yield europeo. Il mercato high yield europeo è un’isola felice nell’universo corporate globale grazie agli effetti favorevoli della liquidità erogata dalle banche centrali e della debolezza della valuta. L’Europa gode di migliori prospettive di guadagno rispetto ad altre piazze high yield in quanto si trova in una fase del ciclo del credito meno avanzata e ha una bassa esposizione al turbolento settore energetico. “I rendimenti offerti dai titoli high yield europei possono sembrare bassi rispetto a quelli degli high yield americani, ma i dati di insieme nascondono la minore qualità media delle emissioni USA, oltre a rendimenti risk-free sottostanti più elevati e una duration media ponderata più lunga. Al netto di tali fattori, gli spread in Europa sono di fatto più interessanti che negli Stati Uniti” spiega Iain Stealey, co-gestore del fondo JP Morgan – Global Bond Opportunities. Il debito high yield europeo continua a beneficiare di un progressivo miglioramento dei fondamentali. Ciò significa che, in un mercato già qualitativamente migliore in termini di credito, saranno sempre di più le società promosse alla categoria investment grade, che dovrebbero quindi godere di una compressione degli spread e di un aumento dei prezzi.
Titoli di Stato periferici. Molti Paesi periferici europei hanno già attraversato cambiamenti strutturali e la crescita si estende dal centro ai margini della regione. Malgrado le ondate di volatilità, gli spread del debito sovrano spagnolo e italiano possono ridursi ancora rispetto ai livelli attuali, offrendo guadagni allettanti. Un’evoluzione favorita dall’impegno della Banca Centrale Europea a proseguire il programma di quantitative easing anche nel 2017. “I rendimenti delle obbligazioni governative core – sottolinea Gartside – sono destinati a rimanere bassi e con i molti Titoli di Stato europei e giapponesi che presentano rendimenti negativi, il debito sovrano periferico si conferma quindi una valida opportunità”.
Titoli finanziari europei. La maggiore regolamentazione del settore bancario dopo la crisi finanziaria ha spinto gli istituti di credito a rafforzare le riserve e migliorato il capital buffer, aumentando così la propria attrattiva per l’investitore obbligazionario. “In particolare, apprezziamo il debito bancario ibrido, ma siamo prudenti nei confronti degli istituti esposti ai mercati emergenti e preferiamo i titoli delle banche che hanno soddisfatto il proprio fabbisogno di finanziamento. Ci concentriamo su istituti finanziari di qualità in regioni con una regolamentazione stringente, come Regno Unito, Svizzera e Scandinavia, e investiamo nelle banche orientate al mercato retail” aggiunge Stealey.
High yield Usa. Anche se il settore energetico è sempre più in difficoltà, molti emittenti high yield americani vantano solidi bilanci. Nei prossimi mesi il dollaro dovrebbe rallentare il passo perché la Federal Reserve farà fatica ad alzare i tassi oltre l’1% al termine di un ciclo di inasprimento poco significativo: una prospettiva che sostiene gli utili aziendali e contribuisce a rafforzare la crescita economica e il clima di fiducia degli investitori. Si tratta di un contesto positivo per il mercato high yield, più simile a quello azionario che a quello dei Treasury USA. Anche se la crisi del settore energetico contribuirà ad aumentare i tassi di default aggregati, nel complesso il livello di insolvenze dovrebbe essere ancora gestibile.
Puntare sulla duration in presenza di qualità e prezzi interessanti, ad esempio con i corporate bond a lunga scadenza. I corporate bond a lunga scadenza (ad esempio quelli a 30 anni), i cui spread hanno risentito dell’ingente offerta del 2015, ci sembrano interessanti. Data la ripidità storica della curva del credito, vediamo una buona occasione per assumersi il rischio del tasso di interesse investendo in emittenti industriali di ottima qualità.
Il fondo JP Morgan – Global Bond Opportunities applica queste e altre idee di investimento in 15 settori fixed income in oltre 50 Paesi. Il fondo offre agli investitori un portafoglio unconstrained a gestione attiva delle migliori idee obbligazionarie a livello globale, puntando a un rendimento totale con un approccio dinamico e flessibile alla selezione titoli, in grado di cogliere le opportunità presenti al di fuori degli indici. Il fondo rende, attualmente, il 5-6% con una duration complessiva di circa cinque anni. I rendimenti ponderati per il rischio si collocano nel quartile superiore, in base allo Sharpe ratio, sin dal lancio (dati al 9 febbraio 2016).
“I benchmark obbligazionari tradizionali sono dominati da Titoli di Stato poco redditizi, con rendimenti in calo e una duration crescente. Tali indici sono ormai anacronistici e mettono in luce l’esigenza di un approccio non vincolato” sostiene Gartside. “Il fondo – conclude – è indipendente dal benchmark, ed è libero di variare l’esposizione in modo dinamico in risposta alle condizioni di mercato per ottenere un ritorno e un rendimento, un obiettivo tanto più importante oggi dopo i recenti annunci delle banche centrali”.

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