Cosa farà Draghi?

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di Finanza Operativa 9 Marzo 2016 | 10:30

a cura di Filippo Diodovich, market strategist di IG

Mancano poche ore all’appuntamento con il meeting del Consiglio Direttivo della BCE e le tensioni sono molto elevate soprattutto sul comparto bancario. Gli investitori sono, infatti, preoccupati che un ulteriore taglio sul tasso sui depositi possa influenzare negativamente la redditività degli istituti europei. Preoccupazioni sui tassi ma timori anche su un ampliamento del programma di quantitative easing. Negli Stati Uniti e in Giappone si è osservato come le successive ondate di QE hanno avuto effetti marginati decrescenti sull’economia reale.

La BCE agirà giovedì? Si la BCE è costretta a intervenire. Sono stati i deludenti dati sull’inflazione in Eurolandia (-0,2% a febbraio) ad intrappolare il governatore Draghi ad agire il prima possibile. Le aspettative sull’inflazione di medio termine (a 5 anni) sono in forte calo. Scontato, quindi, l’intervento ma rimane grande incertezza sulle misure che saranno adottate.

Come agirà sui tassi? Il mercato sta scontando un ulteriore taglio del tasso sui depositi compreso tra i 10 e i 20 punti base, ovvero portare il tasso applicato ai depositi lasciati dagli istituti europei nelle casse di Francoforte ulteriormente in territorio negativo (da -0,30% a -0,40%/-0,50%). Le nostre attese sono fissate per un taglio di 10 punti base.

Quali sorprese sui tassi? Una delle principali sorprese è quella di introdurre un multi-tier system sui tassi sui depositi. Non sarebbe una novità a livello europeo visto che è un sistema già adottato dalla Swiss National Bank e dalla Danmarks Nationalbank (adottato di recente anche in Giappone con un sistema con 3 diversi tassi). In parole povere il sistema funziona con diversi tassi per i depositi che le banche lasciano nelle casse della BCE. Fino a una certa soglia verrà applicato un tasso (solitamente vicino allo zero). I depositi in eccesso oltre tale soglia avrebbero un tasso molto negativo. Crediamo che tale soluzione possa essere discussa con particolare attenzione dal Governing Council e possa essere una delle principali sorprese di giovedì.

Un’altra sorpresa da parte della BCE potrebbe essere un taglio molto forte superiore ai 20 punti base sul tasso sui depositi portando il costo di depositare fondi nelle casse dell’istituto di Francoforte pari allo 0,60% o 0,75%. Non crediamo che tale scenario abbia molte possibilità perché avrebbe effetti molto contrattivi sui margini di intermediazione del comparto bancario.

Come agirà sul piano di QE? Ammontare? Le attese del mercato sono fissate per un incremento degli acquisti mensili compreso tra i 10 e i 20 miliardi di euro. Le nostre stime sono per un aumento di 10 miliardi di euro lasciando le sorprese sull’estensione del piano.

Sarà esteso il piano in scadenza a marzo 2017? Il piano di QE dovrebbe essere esteso di almeno 3 mesi (da marzo 2017 a giugno 2017). In merito all’estensione la BCE potrebbe spingersi anche oltre con un prolungamento del piano di quantitative easing di 6 mesi (fino a settembre 2017).

Tipologia di acquisti? Recentemente si è molto discusso su quali assets la BCE possa comprare. Crediamo che ampliare la tipologia degli acquisti possa avere effetti positivi sul mercato grazie ai riposizionamenti dei portafogli e a un rinnovato interesse su alcuni strumenti da tempo dimenticati. Tuttavia le mani di Draghi sono abbastanza legate su tale punto. Oltre all’opposizione dei banchieri centrali dell’Europa Core che non avrebbero alcuna intenzione di ampliare ulteriormente gli acquisti, Draghi deve affrontare anche il problema della illiquidità di alcuni mercati. Il mercato dei corporate bonds europeo è infatti molto piccolo e illiquido. Lo stesso discorso vale per quello degli ABS già introdotto e poco applicato. Potrebbero essere comprati anche obbligazioni bancarie, equity, oro e pure titoli di stato esteri (come i treasuries statunitensi o i gilt britannici). La tipologia degli acquisti è sicuramente uno dei punti che saranno più discussi all’interno del Governing Council.

Riteniamo che sia molto probabile un ampliamento degli assets anche considerata la carenza di titoli da comprare da parte della BCE. Consideriamo più probabile una scelta da parte della BCE su titoli più “sicuri” con elevato rating (corporate bonds con rating alto) rispetto a soluzioni più rischiose per il bilancio dell’istituto di Francoforte (equity, debito bancario) e altre meno “diplomatiche” (titoli di stato esteri).

Quali sorprese sul piano di QE? Le sorprese sul piano di QE potrebbero riguardare soprattutto l’ammontare del piano (un incremento mensile ben maggiore dei 10/20 miliardi attesi) e una estensione del programma fino a dicembre 2017. Difficilmente crediamo che le sorprese possano riguardano la tipologia di titoli acquistabili con l’introduzione di assets rischiose.

Forward Guidance? Crediamo che altro punto molto interessante sia quello relativo alla Forward Guidance ovvero alle linee guida per le prossime mosse della BCE. Se l’istituto di Francoforte dovesse assumere una “stance” legata all’andamento dei dati macro, impegnandosi a intervenire ulteriormente sul mercato per difendere il proprio mandato, tale atteggiamento sarebbe considerato positivo dagli investitori.

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