Oro in ripresa ma serve prudenza, da Bce e Fed possibili effetti negativi

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 9 Marzo 2016 | 16:00

di Nevine Pollini, Senior Analyst Commodities, Union Bancaire Privée

Dall’inizio dell’anno, il sentiment sull’oro è migliorato, soprattutto per effetto delle preoccupazioni circa un rallentamento economico globale, della percezione che gran parte delle principali banche centrali manterranno politiche monetarie espansive, e della paura che tassi d’interesse negativi possano diventare generalizzati. Tuttavia, sorprendentemente, da metà febbraio il metallo giallo ha continuato a muoversi al rialzo, toccando i massimi in un anno, malgrado la ripresa del mercato azionario e un dollaro stabile.

Venerdì scorso, l’andamento dell’oro ha anche ignorato il promettente report USA sull’occupazione, come aveva fatto una settimana prima con il dato forte sul PIL. Il mercato ha già scontato almeno un rialzo dei tassi quest’anno, ma nel corso del meeting del FOMC del 16 marzo la situazione in merito alle intenzioni della Fed e, probabilmente, alla tempistica del prossimo rialzo dei tassi dovrebbe diventare più chiara. Ciò potrebbe pesare sull’oro, come anche un annuncio da parte della BCE, durante la riunione prevista per il 10 marzo, di un nuovo stimolo aggressivo in termini di politica monetaria e/o di un taglio dei tassi.

I flussi di capitali negli ETF stanno registrando il ritmo più veloce dal 2010, suggerendo una domanda consistente da parte degli investitori. Inoltre, l’oro è stato sostenuto dalla forte domanda fisica proveniente dall’Asia, con le importazioni d’oro da parte dell’India che a gennaio hanno visto un impennata del 62% rispetto all’anno precedente, mentre anche in Cina la richiesta del metallo giallo dovrebbe continuare a crescere, stimolata dal rischio di una svalutazione dello yuan.

Ciò nonostante, per il momento rimaniamo prudenti sull’oro in quanto riteniamo che nel breve periodo il metallo potrebbe andare incontro a un pull-back, indebolito dalle strategie della BCE e del FOMC. Tuttavia, non scartiamo la possibilità che l’oro possa continuare a essere supportato da una serie di fattori come le tensioni geopolitiche (il Medio Oriente, le minacce missilistiche provenienti dalla Corea del Nord) e una potenziale Brexit.

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