Finanziamenti reali e millantati: due facce della medaglia che premia e penalizza la PA

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di Finanza Operativa 14 Marzo 2016 | 13:30

A cura di Invenium

Sono due le notizie che potrebbero interessare i potenziali nuovi imprenditori del futuro, una buona, l’altra meno. Quella buona è che ci sono diverse azioni messe in atto dal governo per sostenere economicamente startupper e coworker, quella cattiva è che la PA ha un debito che ammonta a 70 miliardi di euro, aspetto che di certo non rincuora i giovani imprenditori.

A nulla sono valse le azioni di recupero crediti nella pubblica amministrazione, attuate da tutte quelle aziende che da anni aspettano fondi pubblici per sostenere gli ingenti costi che, come si può immaginare, devono essere sostentati per mandare avanti un’impresa. Prendendo in considerazione la notizia positiva, invece, bisogna dire che le opportunità per ricevere dei crediti agevolati per riuscire a mettersi in proprio sono diverse.

L’Aifi (associazione italiana del private equity, venture capital e private debt) e il Fondo Italiano d’Investimento, ad esempio, hanno lanciato VentureUp, una piattaforma online in cui si possono trovare tutti i fondi di venture capital, così da far incontrare start-up e investitori. Come funziona? Basta caricare il proprio progetto sul sito, presentarlo al meglio e sperare che business angel e venture capitalist si interessino all’idea. Un altro modo per avere quote da investire nella propria impresa è, invece, SELFIEmployment, finanziamenti a tasso 0 per tutti i giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale. L’importo del prestito va da 5 a 50mila euro, il tasso è a interesse 0 ed è previsto anche un tutoraggio post start-up.

Quanto, però, c’è da fidarsi? Secondo la Commissione Europea, l’Italia è oltre venti volte il termine stabilito del pagamento entro i 30-60 giorni e il nuovo titolo che abbiamo è quello di peggiori pagatori d’Europa. Dati (e appellativi) che non rincuorano, anche se le risorse che verranno mobilitate nel quinquennio 2016-2020 ammontano a 160 miliardi, ben 60 in più di quelli stanziati dal 2011 al 2015. Per scoprire, però, se questi ingenti finanziamenti arriveranno realmente alle aziende bisognerà attendere. Una cosa è certa: alcune imprese, da anni, aspettano di vedere mantenute le promesse della pubblica amministrazione, insieme ai fondi promessi e mai ricevuti.

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