Quando il gioco si fa duro…

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di Finanza Operativa 4 Luglio 2016 | 13:00

A cura di Daniele Bernardi, Ad Diaman Scf
… i duri cominciano a giocare.
E’ un vecchio detto e sono consapevole dei rischi che comporta dire una cosa del genere.
Oltre ad apparire presuntuosi, poi si attira inevitabilmente la sfiga (che ci vede benissimo a differenza della sorella fortuna), però non potevo resistere, dopo aver letto di tutto sui risultati della Brexit.
Ho ricevuto delle newsletter di società di gestione che annoverano centinaia di fondi comuni, che facevano notare che ben tre dei loro fondi il venerdì 24/06/2016 avevano ottenuto un rendimento positivo.
Che dire, bravi, ma gli altri 97? perché non mi riportate come sono andati?
 
La mattina del venerdì 24/06 mi sono svegliato alle 6.00, come quasi sempre, e sono andato in soggiorno tranquillo dei risultati della sera prima, convinto che avessero vinto i “remain”, come penso la gran parte di chi lavora in finanza.
Accorgermi che avevano vinto i “Leave” mi ha lasciato di pietra, non potevo crederci.
La considerazione sugli inglesi mi è crollata non tanto in quel momento, ma quando ho saputo che nel week end successivo in Inghilterra la parola più ricercata su google è stata European Union, come a dire che gli inglesi prima anno votato di pancia e poi hanno cercato di capire quali sarebbero state le conseguenze.
A parte queste considerazioni che lasciano il tempo che trovano, mi sono mangiato le mani per non aver protetto i portafogli soprattutto delle Sicav, dove con una semplice vendita di future sull’indice Eurostoxx si sarebbe potuto evitare il presunto disastro.
Con il senno di poi, è sempre facile, ma in quel momento mi sono sentito un inetto perché ormai il danno era fatto.
No copertura? grandi perdite, mi sono detto.
Il venerdì 24 lo avevo programmato come giorno di ferie, chissà perché mesi prima non ci avevo dato peso al rischio Brexit; ovviamente sono andato in ufficio alle 8.00 e ho incominciato a guardare i portafogli dei fondi, che come molti di voi sanno sono quantitativi, ovvero scelti da un processo di investimento, non da me o dai miei collaboratori.
Ebbene, ho scoperto che sul Trend Follower, per fare un esempio, che è un fondo di fondi con una strategia di timing eravamo investiti al 48% in fondi azionari, ma tutti i fondi europei erano fuori.
Sul Target Strategy, fondo che mensilmente effettua una asset allocation cercando di minimizzare le variazioni rispetto ad una retta che cresce con costanza al 5% annuo, eravamo short su alcune commodities, esposti al dollaro e relativamente all’equity, con zero esposizione all’europa.
Insomma, per farla breve, seppur quella mattina mi sono chiamato pentito per non essere intervenuto discrezionalmente sui portafogli, per fortuna ho lasciato che i modelli matematici, (che come ripeto spesso non sono infallibili, ma almeno sono un processo di investimento ragionato a priori e non emozionale) lavorassero e dimostrassero come erano in grado di reggere in un momento di forte tensione come quello che abbiamo vissuto questa settimana.
E il risultato è tutt’altro che pessimo. Certo, abbiamo perso con molti fondi, soprattutto con il Mathematics che è l’unico fondo 100% Equity per di più focalizzato sulle azioni area Euro, ma ritengo che il lavoro svolto dalla selezione ex-ante e dalle logiche matematiche sia stato molto buono.
Per fortuna, visto che da anni andiamo in giro a dire che noi stiamo più attendi al rischio che al rendimento…
Oggi, venerdì 30/6 sera, mi trovo a scrivere questo post dopo aver letto l’articolo del sole 24 ore che riportava che i Robo hanno battuto gli umani nella brexit (leggi qui), un articolo interessante che però a mio avviso non riporta l’esatta fotografia, perché io non conosco alcun modello matematico che sarebbe stato in grado di prevedere la Brexit, quindi se un fondo quantitativo ha scommesso short su tale evento, o è un fondo sulla volatilità come il VolActive, oppure sicuramente è stato condizionato dall’uomo, che pur avendoci azzeccato, ha tradito, a mio modo di vedere, il mandato di lasciar correre i modelli matematici senza intervenire.
Quindi, perdonate l’auto-promozione, ma qui sotto riporto la tabella dei comparti di cui DIAMAN è advisor, compresi i due esterni alla omonima Sicav, per evidenziare non solo come si sono comportati il venerdì 24/6 ma anche questa settimana e questo mese.
Non sono tutti positivi, ma almeno sono tutti… (con qualche indice per avere un paragone di quello che è successo)

 
Se notate proprio il VolActive, che è un comparto di New Millennium Sicav di cui DIAMAN SCF è advisor per la strategia sul VIX, nel giorno della Brexit, essendo l’indice VIX schizzato a 25, ha riportato un rendimento positivo.
E’ una strategia de-correlata, certo, che comunque in questo 2016 dai rendimenti azionari negativi, sta guadagnando bene anche da inizio dell’anno.
Altra nota di merito il Target Strategy, che è un comparto che si è comportato molto bene nel 2014 e nei primi mesi del 2015, poi ha sofferto la mancanza di direzionalità del 2015 riportando un risultato negativo, ma sta proteggendo abbastanza bene in questo primo semestre del 2016 e sono sicuro che darà grosse soddisfazioni nei prossimi anni.
Che dire, se siete arrivati fino a qui, vi ringrazio e spero che abbiate apprezzato la nostra trasparenza e onestà intellettuale a dire le cose come stanno nel complesso.
Noi ci mettiamo la faccia ogni giorno, altrimenti non potremmo essere quantitativi e attivi, altrimenti dovremmo andare a benchmark per dire che il mercato è stato brutto e cattivo, ma noi non abbiamo sbagliato.
Noi scegliamo di decidere, di agire, ben consapevoli che a volte vinciamo e a volte perdiamo, ma comunque lavoriamo sempre per il bene dei nostri clienti, anche a costo di sembrare incapaci se a volte non diamo i risultati sperati.
Scusate lo sfogo, ma ci voleva.

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