Smre, il futuro della green mobility passa da qui

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 7 Giugno 2016 | 17:00

Un primo trimestre sopra le attese, ma un secondo semestre sotto le stime del piano industriale presentato in occasione dell’Ipo. Il tutto per aver seguito tre nuovi progetti non  previsti, ma che contribuiranno a dare ottimi risultati l’anno prossimo e nel 2018. Parola di Samuele Mazzini, fondatore e ceo di Smre, la più recente matricola dell’Aim Italia, che ha tenuto oggi l’Investor Day a Milano. La società di Umbertide è stata fondata nel 1999 e opera in due settori, Automation (macchinari da taglio soprattutto) e Green mobility, ovvero tutta la parte elettrica (software, installazione, batterie, ecc) dei veicoli elettrici, da quelli a due ruote ai camion. con clienti del calibro di Mercedes, Volkswagen, Nissan, Isuzu, ecc.
Il settore è potenzialmente esplosivo: nel 2014 il numero di veicoli elettrici venduti è stato di circa 300mila (le vendite si sono concentrate principalmente negli Usa e in Europa): secondo i dati elaborati da EVI (Electric Vehicle Initiative), iniziativa multi governativa costituita per lo sviluppo della mobilità elettrica nel mondo, la flotta di veicoli ibridi/elettrici su strada nel 2014 è pari a circa 665mila unità (180mila unità nel 2012), ma il parco circolante elettrico al 2020 dovrebbe arrivare a 20 milioni di unità.
Come ha mostrato Sergio Buonanno, Managing Director di Idea Capital Funds Sgr, insieme a Tesla e Byd (il gruppo cinese in cui ha investito anche Warren Buffett), Smre è l’unica società a essere presente contemporaneamente nel settore dei veicoli elettrici, dei pacchi batteria e dei propulsori elettrici per trazione stradale. Inoltre è partita da poco anche una jv strategica – Tawaki – con la multinazionale Faist per lo sviluppo e produzione di batterie che saranno utilizzate anche per lo storage di energia e potranno fornire un valido aiuto sia nella fase di ricarica sia nell’uso delle batterie per auto e camion una volta che hanno perso parte della propria capacità.
Il comparto insomma sempre di più diventerà centrale per il futuro del comparto energetico mondiale. Intanto smre continua a crescere. Tra il 2013 e il 2015 il fatturato è raddoppiato (da 5,2 a 9,1 milioni) e la posizione finanziaria netta a dicembre 2015 (prima dell’Ipo quindi, avvenuta ad aprile 2016) era già positiva per 0,3 milioni. Nel frattempo il gross margin del gruppo, finora al 52% circa, è salito fino al 56 per cento. L’intera presentazione è disponibile qui. M.M.

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