Etf Securities: flussi record nei prodotti short e a leva sull’oro in scia alla Brexit

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di Finanza Operativa 5 Luglio 2016 | 17:00

Townsend Lansing, Head of ETCs per ETF Securities afferma che, con il prevalere dell’incertezza nel periodo successivo alla Brexit, l’avversione al rischio è il tema dominante per gli investitori: “Abbiamo registrato 599 milioni di dollari americani nei nostri prodotti sull’oro a partire dal risultato del referendum sulla Brexit di venerdì 24 giugno, che portano a 2,6 miliardi di dollari americani i nostri dati sull’oro da inizio anno. Non assistevamo a questi livelli dall’apice della crisi del debito europeo nel 2012”.

Diversamente dal periodo caratterizzato dalle politiche di quantitative easing, quando sia le posizioni long che short sugli ETP sull’oro hanno registrato un rialzo (indicando view polarizzate degli investitori), Lansing evidenzia che la società non ha rilevato alcuna ripresa nelle posizioni short sugli ETP sull’oro: “Ciò suggerisce che nonostante il sentiment rialzista sull’oro, esiste la possibilità di un ulteriore rialzo del prezzo del metallo e noi abbiamo aggiornato il nostro fair value a 1.440 dollari”.

Nei mercati azionari, i settori finanziario e industriale hanno portato gli indici benchmark su un percorso volatile al ribasso dopo il risultato sorprendente. L’incertezza sul futuro delle relazioni fra Regno Unito e Unione Europea potrebbe creare numerose opportunità tattiche di trading, afferma: “Con le oscillazioni nel mercato azionario europeo determinate dalle mosse degli investitori, abbiamo osservato un balzo dei volumi di trading nella nostra gamma di prodotti azionari a leva che ha registrato un incremento dell’AUM di circa il 10% negli ultimi giorni”.

Dal risultato del referendum, la volatilità sul mercato dei cambi ha raggiunto livelli che non si osservavano dal 2012: “Nei prossimi mesi prevediamo che le preoccupazioni sullo stato di salute futuro dell’economia dell’Unione Europea determinerà ulteriore shorting della sterlina e dell’euro contro quelle valute che vengono percepite come beni rifugio, come lo yen giapponese, il franco svizzero e il dollaro americano,” ha concluso Lansing.

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