Chi troppo sale…

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di Finanza Operativa 10 Giugno 2016 | 10:30

Gli investitori tornano ad essere attratti dagli asset “rischiosi”, come testimonia un incremento dei prezzi delle azioni, commodity, bond e valute dei Paesi Emergenti registrata nelle ultime settimane. “Alla base di questo ritorno d’interesse – spiega Michael Palatiello, strategist di Wings Parners Sim – c’è uno spostamento strategico dopo il deludente dato occupazionale statunitense, che si traduce in una politica più accomodante della Fed. Ma anche i così detti asset “difensivi” stanno registrando un recupero, a partire dall’oro fino al franco svizzero e allo yen giapponese“.

Una situazione anomala – avverte Palatiello – che evidenzia come la liquidità accantonata nel sistema finanziario sia ampia e pronta ad essere immessa sui mercati, inflazionando i prezzi di qualsiasi cosa possa registrare interessi di carattere speculativo”.

Arriva prontamente però un segnale di allarme da parte di Goldman Sachs che individua nel rialzo dell’S&P 500 un fenomeno non spiegato dal miglioramento dei fondamentali, con le valutazioni di mercato delle aziende che vengono incrementate oltre quelle reali, esponendo il mercato ad un forte rischio di sell-off. Nel dettaglio, la banca d’affari vede un possibile storno delle maggiori Borse nell’ordine del 20% rispetto ai livelli correnti, con il rallentamento economico globale, eventuale Brexit e un rialzo dei tassi USA come fattori scatenanti.

Della stessa opinione anche Soros, che sta tornando a visionare gli investimenti del suo patrimonio da 24 miliardi di dollari in maniera più diretta; l’ultra-ottantenne aveva definito un hard landing cinese come praticamente inevitabile, anticipando anche un peggioramento della situazione deflazionistica.

Al momento Soros ha una view ribassista sul mercato americano e, dopo aver alleggerito la sua posizione sull’equity locale di oltre un terzo nel primo trimestre, avrebbe iniziato ad accumulare oro. L’interesse per il metallo giallo è in gran parte spiegato dai tassi negativi adottati dalle banche centrali, che stanno intervenendo con stimoli monetari in maniera sempre più ampia, che finiranno per favorire un rialzo dell’oro, la cui valenza di asset di diversificazione è tornata d’attualità.

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