Scenario alla “Die Hard”

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di Finanza Operativa 15 Aprile 2016 | 16:30

A cura di Fabrizio Quirighetti, Cio Syz Asset Management
Ancora una volta e cogliendo di nuovo tutti di sorpresa, i titoli di Stato di buona qualità evidenziano, nel loro complesso, delle solide performance da inizio anno, che oscillano tra il +3% e il +5% in base agli emittenti. Sostenuti in un primo momento dall’avversione generalizzata al rischio, legata ai timori (esagerati?) di recessione globale e di deflazione, hanno tuttavia evidenziato un’ottima tenuta da metà febbraio, quando sul mercato sembrava essere tornata la calma.
Situazione opposta per gli investitori sui mercati azionari, che hanno subito performance negative e periodi di magra. Sebbene nel 2016 l’indice mondiale sia quasi tornato su livelli di equilibrio, gli investitori non solo hanno dovuto dimostrare uno stomaco forte per sopportare le montagne russe, ma anche un grande coraggio per tornare sui mercati emergenti. In poche parole, uno scenario fatto su misura per Bruce Willis.
Questi primi mesi ricordano per l’ennesima volta agli investitori che le obbligazioni, in seno a un portafoglio diversificato, sono degli strumenti interessanti, almeno fino a quando l’economia resterà nello stato attuale, caratterizzato da una crescita contenuta, un’inflazione debole e un costo del denaro nullo o persino negativo. Le performance che si possono ottenere, in termini reali, in un fondo o indice obbligazionario governativo sono in realtà più alte di quanto lascia presagire il rendimento alla scadenza di questi strumenti. La remunerazione supplementare più o meno elevata, che dipende dal rischio di credito degli altri segmenti del mercato obbligazionario, quali il debito corporate o il debito dei paesi emergenti, rappresenta inoltre un’interessante fonte di performance, fintanto che sia possibile evitare uno scenario di recessione.
In aggiunta, l’esposizione alle obbligazioni di ottima qualità a lungo termine, anche in presenza di cedole molto basse, è rilevante almeno in un’ottica di costruzione del portafoglio, in quanto offre protezione quando l’avversione al rischio mette a dura prova credito e azioni. Infine, il rapporto tra il rendimento atteso e il rischio di duration (di una risalita dei tassi che avrebbe un impatto negativo sul prezzo delle obbligazioni) non è così squilibrato come ritiene gran parte degli investitori. Difatti, fino a quando la curva dei tassi resterà positiva, in uno scenario di tassi globalmente anemici, il contributo del rischio di duration alla performance di un fondo obbligazionario assume maggiore importanza.
Estendere la scadenza dei titoli di Stato diventa pertanto il solo modo per usufruire di un carry positivo, senza alterare la qualità del credito del portafoglio. Sembra pertanto che le obbligazioni siano, proprio come Bruce Willis, piene di risorse inattese, in grado di passare intere giornate all’inferno, di uscirne sempre vive e vegete e di portare in salvo il portafoglio.

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