Esposizione azionaria contenuta

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di Finanza Operativa 13 Giugno 2016 | 14:30

A cura di Ambrosetti Am Sim
Il mese di Maggio porta con sé ancora risultati sostanzialmente positivi sia sul fronte azionario che su quello obbligazionario. Dopo un inizio più incerto, vi è stata una significativa revisione delle aspettative che ha riportato le attese degli operatori in ottica rialzista sulle principali borse. I numeri di performance registrati vanno dunque a confermare la solidità dei mercati, i quali rimangono tuttavia ancora fortemente dipendenti dalle politiche monetarie. In assenza di indicazioni solide di crescita del ciclo economico, sia in America che soprattutto in area Euro, continuano ad essere le banche centrali l’unico snodo fondamentale per il sostegno dei mercati finanziari; questo elemento pare non sia sufficiente ad innescare un processo di crescita sostenibile ed in grado di ridurre i livelli elevati di disoccupazione e la frammentazione tra le diverse aree.
A rendere maggiormente confusa la situazione contribuisce inoltre l’incertezza generata dai cosiddetti rischi geopolitici: in questa fase l’elemento di maggiore attenzione è rappresentato dalla questione Brexit, considerato che, a poco meno di un mese dal referendum, i sondaggi continuano a vedere un testa a testa tra favorevoli all’uscita ed alla permanenza, mentre, per il momento, il tema Grecia sembra risolto e si sono nettamente allentate le pressioni sul mercato dopo il rilascio della nuova tranche di aiuti.
Il saldo finale del mese sulle azioni registra quindi +0.23% a livello globale, con Usa ed Euro allineati (poco oltre il  +1%), mentre cresce di più il Giappone (+2.93%). Questo mese il miglior contributo, per il vecchio continente, arriva dalla Germania (+2.23%) mentre i periferici Spagna (+0.09%) e soprattutto Italia (-3.09%) forniscono un apporto marginale se non negativo. Fuori dall’area Euro, sui mercati tradizionalmente privilegiati da investitori alla ricerca di azioni di qualità, va bene la Svizzera (+3.21%), più cauto invece il Regno Unito (-0.18%).
Note negative arrivano invece dai mercati emergenti (-3.90% l’indice generale), alle prese con problemi di stabilità politicoeconomica. Decisamente penalizzata l’area Latin America (Brasile -10%) mentre India, Taiwan e Sud-Africa consegnano risultati postivi. Gli investimenti obbligazionari continuano ad offrire rendimenti contenuti ma stabili, godendo di una politica monetaria favorevole e, ad oggi, sufficiente a sostenere le quotazioni nonostante uno scenario denso di incognite. Fanno ancora bene i governativi in area euro mentre le maggiori tensioni giungono sul fronte emergenti sui quali pesa la prospettiva di un ulteriore indebolimento della valuta.
Nell’ultimo mese, proprio i mercati valutari, hanno proposto le maggiori oscillazioni con il dominio da parte del Dollaro, guidato naturalmente dalla percezione del futuro andamento della politica monetaria americana. La rivalutazione da parte degli operatori delle prospettive di rialzo dei tassi USA ha, infatti, determinato un drastico rally di ricopertura con un rafforzamento della valuta statunitense nei confronti di tutte le principali divise (Usd/Eur +2.86%, Usd/Jpy +3.97% e Usd/Gbp +0.89%).
Tra le materie prime sta proseguendo il recupero del petrolio (+4.2% nel mese), con crescite del prezzo di ampio valore, indice di quanto l’eccesso di offerta che si era accumulato sui mercati negli ultimi 2 anni si stia riducendo molto velocemente. L’outlook in tal senso rimane positivo con margini di ulteriore apprezzamento nei mesi a venire. I mercati, seppur stiano prezzando i rischi economici e geopolitici, restano a nostro giudizio caratterizzati da una fase transitoria che necessita di un preventivo e strutturato periodo di stabilizzazione prima di trovare le condizioni ideali per favorire una solida dinamica rialzista.
Per il MESE DI GIUGNO privilegiamo una esposizione azionaria contenuta con una riduzione del rischio a carattere tattico. Sul fronte allocazioni diminuisce in particolare il peso degli emergenti mentre restano equilibrati Usa ed Area Euro. A livello globale viene confermato un maggior peso relativo degli investimenti sulle principali macro aree geografiche rispetto alla selezione di singoli settori, tra i quali si privilegiano Consumi Non Ciclici oltre a Telecommunication ed Utilities. Sul lato obbligazionario, i flussi in alleggerimento su azionario vengono indirizzati verso temi Corporate-High Yield con duration complessiva contenuta. Rimane invece sostanzialmente bilanciata l’esposizione valutaria extra euro.

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