S&P500 e Leva Finanziaria

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 21 Marzo 2016 | 12:30

A cura di Francesco Caruso
L’ultimo dato del Margin Debt NYSE (sinteticamente: la leva finanziaria, cioè il livello netto di indebitamento presente sul mercato finanziario USA) è risultato ancora in discesa rispetto al massimo storico e inferiore al minimo registrato nel Settembre del 2015, il cui successivo ritracciamento portò al momentaneo recupero dell’indice statunitense.
Il dato sulla leva si unisce ad una ormai lunga serie di elementi di valutazione del mercato americano (capitalizzazione/PIL, Shiller P/E ecc.) che hanno toccato nel 2015 eccessi di valutazione pluriennali.

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NYSE Net Margin Debt (scala invertita) – Monthly Chart – Dal 1992 al 2016 Fonte Dati: nyxdata.com

In particolare, nel 2015 la leva finanziaria USA (che possiamo definire come la componente di supporto più importante alla speculazione) ha raggiunto picchi senza precedenti, grazie alla facilità di indebitamento di privati e aziende (buybacks). Il top del Margin Debt è stato registrato in Aprile 2015, in corrispondenza con l’inizio di una fase non solo e non tanto di deterioramento dei mercati azionari, quanto, in senso più esteso, di contrazione della redditività degli asset.
L’analisi della serie storica dei dati (che risale solo al 1992) evidenzia tra il 2015 e il 2016 una sequenza di correlazione distributiva tra S&P e Margin Debt – indicata sul grafico con la sequenza numerica – che ha forti analogie rispetto a quelle dei due top precedenti, 2000 e 2007. E’ necessaria una chiusura mensile dello S&P inferiore a 1920 per confermare la perforazione del punto 4 e – presumibilmente – per dare il via a una contrazione della componente speculativa, cosa che peraltro è avvenuta in occasione di tutti i cali più importanti del passato.
Va sottolineato che i dati del Margin Debt del NYSE sono vecchi di diverse settimane rispetto alla loro pubblicazione quindi, nonostante sia un indicatore interessante, un importante cambiamento nel Margin Debt non è immediatamente evidente.
Conclusioni – Ci sono troppo pochi episodi di massimi e minimi in questa serie per prendere gli ultimi dati come un indicatore importante per un imminente selloff sui titoli azionari degli Stati Uniti, che in ogni caso restano l’indice più forte e quello – a causa della composizione interna – più resistente nelle fasi di calo. Tuttavia, il livello attuale della leva è ancora molto elevato e mostra un modello simile a quello visto dopo i picchi di mercato nel 2000 e nel 2007. Questo è stato un indicatore interessante da guardare nel passato e continuerà certamente a essere un indicatore da tenere sotto stretta osservazione per il prossimo futuro, data la sua evidente correlazione diretta con il trend del mercato azionario leader.

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