Brexit, l’incertezza penalizza il mercato immobiliare

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di Finanza Operativa 13 Luglio 2016 | 14:00

A cura di Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Strategist and Head of Multi Asset di NN Investment Partners
In mancanza di elementi di stabilità, il comportamento degli investitori potrebbe continuare ad essere irregolare nelle prossime due settimane. La visibilità sui mercati rimarrà molto incerta fino a quando gli effetti negativi del voto inglese a favore dell’uscita dall’Unione Europea non potranno essere valutati. Malgrado l’incertezza, gli asset rischiosi come le azioni, il mercato del credito e il settore immobiliare globale, hanno mostrato una capacità di ripresa dallo shock della Brexit che pochi erano riusciti a prevedere.
In questo contesto accomodante, poi, il mercato azionario dei Paesi Emergenti è diventato più attraente. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che le turbolenze che inducono le banche centrali dei Mercati Sviluppati a mantenere una politica monetaria espansiva derivano proprio da questi Paesi piuttosto che da quelli Emergenti. Inoltre, la ricerca di rendimenti da parte degli investitori internazionali potrebbe favorire flussi di capitale verso i Mercati Emergenti e ciò dovrebbe dare più respiro alle banche centrali di questi Paesi per ridurre i tassi d’interesse. Anche l’obbligazionario dei Mercati Emergenti ha beneficiato dell’andamento seguente alla Brexit. Lo shock derivante dal referendum, infatti, ha pesato solo inizialmente sui differenziali dei crediti, mentre l’inversione di rotta che si è verificata in seguito è stata straordinaria.
Dal punto di vista del real estate, il mercato immobiliare britannico ha sottoperformato notevolmente da ottobre. Tuttavia, malgrado il continuo calo dei rendimenti dei bond a lungo termine fino a livelli minimi, il settore era già debole ancor prima del voto sulla Brexit e ha sottoperformato rispetto al real estate di altri Paesi a livello internazionale. Dopo il referendum questa performance sotto tono è diventata solo più pronunciata.
Il referendum sulla Brexit, d’altro canto, ha già creato alcune preoccupazioni circa le valutazioni sulle proprietà commerciali nel Regno Unito e sulle conseguenze sul valore netto degli asset di alcuni fondi immobiliari. Inoltre, molti fondi immobiliari aperti del Regno Unito che investono direttamente in proprietà commerciali e che quindi non sempre offrono liquidità, hanno sospeso il riscatto dai loro fondi.
L’incertezza costituisce la minaccia peggiore per gli investimenti nel mercato immobiliare, inoltre le società esiteranno maggiormente a investire nel Regno Unito o ad assumere personale fintanto che ci sarà incertezza e fino a quando non saranno definite nuove regole. Il mercato immobiliare britannico è anche fortemente esposto alla parte più ciclica dell’economia del Regno Unito, compreso il mercato immobiliare commerciale di Londra, che probabilmente dovrà sopportare l’impatto più forte dello shock in arrivo. Un ulteriore fattore di rischio potrebbe essere l’aumento del premio al rischio, che porterebbe a un più alto costo di finanziamento.
Le conseguenze negative derivanti dalla Brexit rimangono altamente incerte e difficili da quantificare in questa fase. Molto probabilmente peseranno sulla crescita economica sia nel Regno Unito, sia in Europa. La visibilità a livello macroeconomico e sui mercati rimarrà limitata per settimane o persino per mesi, fino a quando gli effetti negativi sui fondamentali economici derivanti dall’incertezza politica non diventeranno più chiari. L’impatto della Brexit sull’economia reale diverrà evidente solo gradualmente attraverso i dati economici che descriveranno il post- 23 giugno.
Quello che sappiamo al momento è che l’economia globale prima dello shock Brexit era modestamente in ripresa e stabile, fatto confermato dal dato della settimana scorsa sull’ISM manifatturiero degli Stati Uniti e dai payroll. Inoltre, buona parte di quelle che, a inizio anno, erano le preoccupazioni degli investitori – il crollo del prezzo del petrolio, l’aumento dei default dei titoli obbligazionari USA ad alto rendimento, la crescita cinese e i rischi politici – si sono affievolite negli ultimi mesi. Questo non garantisce che l’emotività non possa prendere nuovamente il sopravvento, qualora si dovessero manifestare segni di contagio politico dal Regno Unito al resto dell’Europa o nel caso in cui il flusso di notizie relativo alla sospensione dei fondi immobiliari dovesse intensificarsi.

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