Petrolio, scorte Usa al top e il Wti torna sotto i 40 dollari per barile

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di Finanza Operativa 24 Marzo 2016 | 10:00

a cura di IG

Dal 12 febbraio fino al 18 marzo i prezzi del petrolio hanno evidenziato una tendenza positiva che sembrava non trovare ostacoli sulla scia della debolezza del dollaro e sulle aspettative di un accordo imminente tra i paesi produttori per congelare la produzione ai livelli di gennaio. Il future sul WTI Light Crude statunitense dai minimi di febbraio attorno ai 26 dollari circa è risalito ben al di sopra di 42. Dopo qualche seduta di consolidamento oggi abbiamo avuto il primo ribasso importante da parecchio tempo.

Le massicce vendite sul greggio sono, in prevalenza, legate al deludente dato sulle scorse di petrolio statunitensi. L’Energy Information Administration ha, infatti, informato che nell’ultima settimana le scorte di crude oil sono aumentate di 9,4 mln di barili salendo al record storico di 532,5 mln di barili, ben superiori alle aspettative degli esperti dell’industria e del mercato.

Tali dati sulle scorte fanno capire come l’eccesso di offerta sul mercato sia ancora presente. Crediamo che la tendenza positiva partita dai minimi di febbraio possa finire molto presto. Riteniamo che i dubbi sull’esito del meeting in Qatar a Doha del 17 aprile porteranno i prezzi del greggio ad arretrare e tornare almeno sui livelli di fine febbraio attorno ai 34 dollari.

Stimiamo che siano basse le probabilità di successo dell’evento in caso di assenza dell’Iran. Siamo convinti che Teheran giocherà un ruolo fondamentale nella partita. Gli altri paesi arabi non hanno alcuna intenzione di sostenere indirettamente l’economia iraniana, permettendo un aumento delle quote di mercato.  Negli ultimi giorni si è inoltre aggiunta anche la Libia, aumentando le probabilità che l’evento di Doha possa risultare in un nulla di fatto.

 
 

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