Brexit: in caso di “si”, colpito il settore “immobiliare uffici” a Londra

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di Finanza Operativa 20 Giugno 2016 | 12:30

In un recente sondaggio effettuato da JLL, l’80% dei principali utilizzatori corporate ed investitori basati in UK ha espresso l’opinione che il Regno Unito voterà per rimanere nell’Unione Europea (Clicca qui per il sondaggio completo).

Il sondaggio ha inoltre rivelato l’approccio che le imprese corporate e gli investitori avranno sulle decisioni sul mercato immobiliare in caso di Brexit.  Il 60% degli investitori ritiene che non ci sarà alcun cambiamento alla loro strategia immobiliare nel breve o nel lungo termine a seguito di un voto di uscita. Solo il 30% pensa di poter ridurre  le proprie risorse sull’immobiliare nel Regno Unito.

Degli utilizzatori corporate intervistati invece, quasi la metà ha previsto la necessità di rivedere i propri spazi di lavoro nel breve o nel lungo termine. Un terzo ritiene che il Brexit porterà ad una riduzione di attività locativa nel breve termine e a una riduzione di dipendenti nel lungo termine. Solo circa 1 su 5 crede che non avrà alcun impatto sulla strategia nel breve termine, una percentuale che scende al 13% per il lungo termine.

Il mercato degli uffici di Londra è stato considerato di gran lunga quello che, con maggiore probabilità, sarà il più colpito, data la rilevanza del mercato dei servizi finanziari, in caso di Brexit. La tematica più evidente è il potenziale ritiro dei diritti di ‘passaporto’ che oggi permette di offrire, da Londra, servizi finanziari in tutta l’UE.

JLL prevede che, se il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione Europea, sia probabile un rallentamento degli investimenti e delle locazioni sul breve termine. Tuttavia, i valori chiave di Londra come sede di imprese: il talent base, la lingua, i vantaggi del fuso orario e le reti di imprese e di istituzioni, le permetterebbe di rimanere una calamita sia per utilizzatori che per investitori.

Chris Ireland, CEO di JLL UK, ha commentato: “Mentre, in caso di Brexit, le implicazioni economiche e sul mercato immobiliare nel medio e lungo termine possono sembrare esagerate, nel breve periodo ci potrebbe essere una maggiore incertezza nel mercato immobiliare, con una riduzione dei volumi delle locazioni e di investimento. Rimanere nell’UE ci darà  molta più stabilità.”

“Gli investitori sono più ottimisti degli utilizzatori circa le prospettive future,  qualora il Brexit dovesse verificarsi, perché sono consapevoli  del forte richiamo che il mercato immobiliare UK ha per il capitale globale. Tuttavia ci sarebbe un periodo di significativa incertezza.”

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