Eccesso di capacità di acciaio nel mondo: rischio più elevato nel 2016

A
A
A
di Finanza Operativa 26 Aprile 2016 | 12:30

A cura di Coface
Nel 2014, la produzione cinese di acciaio nel mondo rappresentava il 45% del totale. Tuttavia,
ora lo slancio è diminuito con una contrazione dei consumi del -3,3% nel 2014 e del -5% nel
2015. Tuttavia, le capacità di produzione del settore hanno continuato a crescere,
accentuando il disequilibrio a livello mondiale tra domanda e offerta. Mentre la produzione
mondiale diminuisce (-3,1% a fine febbraio 2016) e un terzo delle linee di produzione
dell’acciaio sono ferme, l’offerta è abbondante, con una forte pressione sui prezzi, in calo
significativo. Ad oggi la Cina esporta gli eccessi di produzione (+20% in volume nel 2015)
indebolendo la filiera, soprttutto in Europa, negli Stati Uniti e nei paesi emergenti.
L’economia cinese si trova ad affrontare cambiamenti strutturali indotti dalla terziarizzazione del modello di crescita: un declino dell’industria a favore dei servizi. In Cina il consumo domestico di acciaio ha già raggiunto il picco e continuerà a diminuire. Coface evidenzia un peggioramento graduale del rischio di credito nel settore dei metalli a livello mondiale. Il settore è il più a rischio tra le 12 filiere valutate da Coface: è considerato “molto elevato” in America Latina, Asia emergente, Medio Oriente e Europa occidentale, e come “elevato” in Europa centrale e Nord America. Infatti, è uno dei settori meno redditizi al mondo (al 90° posto su 94) e dei più indebitati. La competitività prezzo della Cina (in particolare per l’acciaio di bassa gamma) indebolisce i produttori siderurgici nel mondo. Oggi, gli eccessi di capacità pesano anche sul rischio di credito in Cina, dove l’aumento dell’indebitamento delle imprese è significativo.
Previsioni: ritorno alla normalità a partire dal 2018? Nonostante tutto, dal 2018 sarà possibile un riequilibrio tra domanda e offerta. Da una parte, le prime riduzioni degli eccessi di capacità di produzione della Cina cominceranno a concretizzarsi. Dall’altra, mentre la ripresa delle economie emergenti sarà meno dinamica rispetto al passato, la loro urbanizzazione crescente e l’aumento del numero delle classi medie costituiranno un nuovo strumento di crescita. I tre principali settori consumatori di acciaio sono quindi ben orientati a medio termine:
Il settore dell’automotive ha un margine di progresso significativo nelle economie emergenti. Per esempio, in India si contano 100 autovetture per 1.000 abitanti (mentre negli Stati Uniti sono 808 per 1.000 abitanti);
La meccanica beneficia di possibilità di crescita negli emergenti e nelle economie avanzate;
• Infine, l’attività edilizia dovrebbe ripartire grazie al forte potenziale di urbanizzazione nella maggior parte dei paesi emergenti.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Il ritorno in scena delle materie prime

Utility, Germania: al via il piano per l’idrogeno verde nella siderurgia. Gli Etf sullo Stoxx settoriale a Milano

Trump, più dazi per tutti: Italia potenzialmente a rischio

NEWSLETTER
Iscriviti
X