Post-Brexit, le possibilità di un piccolo rally e “New Normal”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 20 Giugno 2016 | 14:00

A cura di Yann Quelenn, analista di Swissquote
La tendenza degli investitori a spostarsi sugli asset meno rischiosi non sarà di breve periodo. Lo leggiamo nelle serie in calo degli indici, nel rafforzamento del dollaro americano e in quello del franco svizzero, il cui cambio contro euro ha toccato la scorsa settimana nuovi massimi (1.0800) prima di perdere un po’ di terreno e consolidarsi. I metalli preziosi come oro e argento trattano già sui livelli record rispettivamente degli ultimi diciotto mesi e di inizio anno e ci sono diverse ragioni a supporto. La prima è che le ansie create dal timore che la Gran Bretagna lasci la zona Euro stanno portando le maggiori banche centrali su atteggiamenti di paziente attesa verificando man mano il sentiment degli investitori. Non si può poi soprassedere sul fatto che la prima economia mondiale – procrastinando all’infinito di un nuovo ciclo di rialzi dei tassi – stia senza dubbio deludendo i mercati, venendo così meno anche alla sua missione naturale che la vorrebbe alla guida delle altre economie mondiali per accompagnarle verso un nuovo sentiero di ripresa sostenibile.
In tale contesto non ci stupiamo di osservare come tassi di interesse negativi siano ormai diventati la nuova normalità (“New Normal”): il rendimento del Bund decennale è sforato in territorio negativo per la prima volta nella storia assurgendo a vero e proprio simbolo del sentimento di avversione al rischio globale in grado di svilire sul nascere qualsiasi sentimento rialzista che non sia di brevissima durata. Poichè dobbiamo abituarci a fare i conti con un costo  del denaro negativo per la maggiorparte delle scadenze obbligazionarie, preferiamo continuare ad investire nelle materie prime concentrandoci in particolare sui metalli preziosi poichè riteniamo che le banche centrali abbiano ancora spazi di manovra per effettuare ulteriori allentamenti monetari da qui a fine anno. Certamente non escludiamo la possibilità di assistere ad un piccolo rally post-Brexit di breve durata, per quanto a causa di fondamentali estremamente deboli questo non confligga certamente con il quadro recessivo sopra tratteggiato.

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