Crif Ratings: highlights su politica monetaria, crescita e mercati obbligazionari

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 29 Marzo 2016 | 15:00

a cura di Crif Ratings

Il bisogno di forti e davvero indipendenti opzioni di credito come strumento di supporto e aiuto per lo sviluppo dei mercati di capitali: è stato questo il “fil-rouge” tematico del dibattito alla due-giorni Euromoney’s High Yield Conference tenutasi a Londra questa settimana. Nel quadro di tassi di interessi negativi indotti dalla politica monetaria della BCE, la ricerca di rendimento da parte degli investitori spingerà probabilmente la liquidità disponibile verso asset classes più rischiose, incluse le medie e piccole imprese , sia per quanto riguarda il debito sia il capitale di rischio. In questo quadro , trasparenza, informativa e profonde capacità di monitoraggio si rendono necessarie in alcuni mercati domestici.

“Come fornitori di opinioni di credito indipendenti , CRIF Ratings è molto ben posizionata per svolgere questo ruolo e soddisfare le necessità del mercato, specialmente in Italia e Spagna – i due paesi i dove l’agenzia è attualmente presente con forti capacità analitiche e uffici locali. Entrambi i mercati offrono un interessante potenziale per gli investitori che intendono investire in crediti verso piccole e medie imprese” dichiara Francesca Fraulo, Managing Director a capo del team analitico di CRIF Ratings. “È estremamente incoraggiante sapere da investitori internazionali di debito e di equity che sono pronti a investire in Italia e Spagna perche il rischio Paese non è più percepito come deterrente per gli investimenti in entrambi i paesi”- continua Fraulo.

“Il ciclo del credito attuale è caratterizzato da un’estrema volatilità ed è guidato da una combinazione di fattori macro economici senza precedenti, incluso un crescente rischio geopolitico, come tristemente dimostrato dalle notizie circa gli attacchi terroristici da Bruxelles nel giorno d’apertura della conferenza, sviluppi avversi dei mercati emergenti e un recupero economico molto lento che è ben sotto le aspettative in alcuni paesi europei. L’attenzione sui fondamentali di credito da parte degli investitori è di primaria importanza e c’è una forte domanda di opinioni di credito di qualità. In un quadro di tassi di interesse negativi, con abbondante liquidità in cerca di rendimenti, gli investitori dovrebbero essere molto cauti riguardo la documentazione sulla protezione del credito e la qualità dei debitori, poiché le condizioni di rifinanziamento potrebbero essere molto diverse tra 5-7 anni.”

Durante i due giorni sono stati discussi molti altri argomenti dai delegati, tra cui banche d’investimento, debito privato, fondi di debito privato e di equity, gestori di fondi, consulenti e nuove famiglie di creditori. Tra gli argomenti discussi, l’attuale catalizzatore per i mercati dei capitali ma anche per la ripresa economica complessiva della UE – l’attuale dibattito circa la ‘Brexit’, che tratterrà operatori di mercato dall’ intraprendere posizioni di portfolio aggressive sino al referendum del 23 giugno. Le conseguenze potenziali dell’uscita del UK dall’Europa sono state valutate in uno scenario di analisi; unanime la preoccupazione dell’audience circa i seri effetti negativi per la ripresa economica nell’Europa continentale se la Brexit divenisse realtà nel 2016.

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