Fed accomodante, buona notizia per mercati Usa, commodity ed emergenti

A
A
A
di Finanza Operativa 29 Marzo 2016 | 15:30

A cura di Emmanuel Kragen, Gestore del fondo Echiquier Global Allocation di La Financière de l’Echiquier
L’evento principale della scorsa settimana è stata la riunione del FOMC della Federal Reserve USA, che si è rivelato più accomodante delle attese. I suoi membri hanno abbassato le previsioni sui tassi d’interesse: prevedono una media di due rialzi nel 2016 contro i 4 previsti in occasione della riunione dello scorso dicembre.
Il tono accomodante è una sorpresa per due motivi. Innanzitutto, la Fed giustifica la sua posizione con le incertezze del contesto economico e finanziario internazionale, nonostante sembra che stia per stabilizzarsi dopo le tensioni degli ultimi mesi (ripresa dei prezzi del petrolio, stabilizzazione dello yuan, dichiarazioni rassicuranti delle autorità cinesi sull’economia). In secondo luogo, il rimbalzo degli indicatori anticipatori USA indica il perdurare di una crescita economica adeguata, vicina al 2%. In particolare sembra ormai che il settore manifatturiero si sia lasciato il peggio alle spalle, e che anche le pressioni inflazionistiche si ritrovino in una tendenza rialzista negli Stati Uniti.
L’inflazione di fondo raggiunge quindi il 2,3% principalmente per effetto dell’accelerazione di locazioni ed equivalenti, assistenza medica e servizi automobilistici. Quando l’inflazione aveva riguadagnato un livello analogo nel 2005, la Fed aveva già inasprito la politica monetaria di 150bp e il tasso sui Fed Funds si attestava a 2,5%.
A seguito della riunione della FED, le probabilità di un secondo rialzo dei tassi nel mese di giugno sono diminuite abbastanza bruscamente: non più del 40% di probabilità di un rialzo contro il 54% stimato prima della scorsa settimana. La Fed si è assunta un rischio: è già chiaramente in ritardo sul rischio d’inflazione e la sua posizione diventerebbe ancora più difficile se i dati sull’inflazione richiedessero un intervento da parte della banca centrale nel mese di giugno.
Nel frattempo, l’orientamento accomodante della Fed è una buona notizia per i mercati americani (a livello di obbligazioni corporate e governative e di azioni) e per le asset class già penalizzate dal rafforzamento del dollaro, ossia materie prime e mercati emergenti (azioni, obbligazioni, valute).

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti