Crescita dell’Eurozona più bilanciata di quella Usa

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di Finanza Operativa 23 Maggio 2016 | 16:30

“L’economia dell’Eurozona non è ancora in forma come quella statunitense, ma nel complesso sta facendo progressi e mostra il potenziale per ulteriori miglioramenti, anche se la crescita del Pil non spiccherà il volo”. E’ l’analisi di Yves Longchamp, Head of Research di ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG: “L’intervento della Bce che ha tagliato i tassi d’interesse e lanciato un programma di allentamento quantitativo è risultato tardivo, il che spiega, fra le altre cose, il motivo per cui i mercati del lavoro sono ancora più o meno distanti dall’equilibrio”.
“In particolare, la ripresa europea, iniziata veramente nel 2013, dopo la crisi dell’euro, è stata modesta rispetto a quanto visto negli Stati Uniti”, prosegue Longchamp, “l’espansione si è attestata in media su un tasso annualizzato dell’1,1% per trimestre, circa la metà del ritmo statunitense. Mentre il contributo delle esportazioni nette è stato quasi nullo, la crescita del Pil è derivata per lo 0,5% dai consumi privati, per lo 0,3% dagli investimenti e per un altro 0,3% dalla spesa pubblica, il che rende l’espansione nell’Eurozona più bilanciata di quella negli Stati Uniti. I consumi privati si sono rivelati il fattore di crescita più stabile e consistente, mentre le esportazioni nette limitate, con l’euro debole, sono diventate un freno per la crescita europea negli ultimi trimestri”.
Per quanto riguarda i consumi, gli indicatori anticipatori forniscono segnali contrastanti. Da un lato, nella zona euro la creazione netta di posti di lavoro ha continuato a rafforzarsi ma, dall’altro, il deterioramento della fiducia dei consumatori in tutta Europa ha determinato una crescita modesta dei consumi. Gli investimenti hanno invece mostrato una tenuta sorprendente, in particolare nei settori delle attrezzature e dei trasporti, mentre il credito societario non finanziario ha persino evidenziato un leggero rimbalzo a marzo, facendo presagire un prosieguo della ripresa degli investimenti.
“Nel complesso, l’Europa sembra sulla buona strada e al momento non desta particolari preoccupazioni, nonostante il suo stato di salute resti cagionevole. A scatenare una nuova crisi potrebbero essere fattori politici, come la Brexit, la Grexit o le elezioni generali in Spagna, per citarne solo qualcuno”, conclude l’economista di Ethenea.

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