Digital Bros, quattro videogiochi possibili campioni d’incasso

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di Finanza Operativa 23 Maggio 2016 | 17:00

Il turn around avviato da Digital Bros negli ultimi anni si è ormai completato, da semplice distributore di videogiochi a una strategia societaria basata su tre pilastri: produzione e coproduzione, licenziatario e infine distributore. Diversificato è anche lo spaccato dei ricavi del gruppo: solo il 22% del fatturato deriva dall’Italia, contro il 42% del Nord America, il 20% del Regno Unito e il 13% dal resto dell’Europa, mentre l’ultimo 3% circa è da Asia/Pacifico. L’esercizio 2015-16 (che si chiude a giugno) è di transizione e segna un calo generalizzato di ricavi e marginalità, con un incremento del debito. I nove mesi, appena rilasciati, evidenziano un -30% a livello di ricavi (61,3 milioni) con una perdita netta di 1,3 milioni di euro. Oltre a 18 milioni di indebitamento finanziario netto su 34 milioni di mezzi propri. Un paio di settimane fa abbiamo presentato l’analisi tecnica del titolo (qui), oggi ci adentriamo di più su strategia e risultati.
Il gruppo milanese opera con tre società, Hx Halifax (che si occupa della distribuzione in Italia), 505Games (publishing) e 505games Mobile, che segue tutto il filone del mobile, che sta diventando ormai un comparto sempre più importante nel settore: nel 2012 il comparto mobile, a livello mondiale, valeva solo il 2% dei ricavi, nel 2015 era al 40% e quest’anno potrebbe arrivare al 49 per cento. Impossibile quindi non essere su queste piattaforme,che già ora valgono il 15% dei ricavi di Digital Bros, mentre il 60% è publishing e il 21% deriva dalla distribuzione in Italia.
“Payday2, Terraria, Sniper Elite sono alcuni dei giochi “blockbuster”, ma dopo l’estate inizieremo  a distribuire quattro videogiochi che puntano a essere campioni d’incasso – spiega a FinanzaOperativa Stefano Salbe, Chief financial officer di Digital Bros – a fine luglio lanciamo Abzu, un vero e proprio videogioco d’autore. A fine agosto presenteremo Assetto Corsa, un simulatore di corse di prossima generazione di cui abbiamo i diritti per la console e che sarà disponibile per Playstation 4 e XBox. E sempre in estate metteremo in vendita Hawken (anche di questo abbiamo i diritti per console) e Prominence Poker”.
Ma lenovità più importanti saranno il prossimo anno. “In primo luogo Portal Knights, una nostra produzione al 100%  disponibile sia per pc che multipiattaforma, che nella fase di early access ha avuto oltre 100mila download e l’84% di commenti positivi in un mese – continua Salbe -. Infine, l’anno successivo, sarà la volta di Overkill’s The Walking Dead, sviluppata dalla controllata svedese StarBreeze: sulla falsariga della serie tv, ha però una storia totalmente nuova, il giocatore agisce in prima persona e di questa abbiamo i diritti in tutto il mondo per la versione console”.
L’ultimo trimestre, secondo la guidance societaria, sarà in utile, ma l’intero esercizio rimarrà in rosso. Tuttavia ormai le proiezioni sono sul prossimo esercizio (quello 2015-16 si chiuderà tra poco più di un mese) e in questo caso le indicazioni del management sono improntate all’ottimismo: “Il piano di investimenti che il gruppo ha intrapreso negli ultimi diciotto mesi e che ha comportato lo sviluppo in contemporanea di numerosi nuovi prodotti comincerà a generare ricavi a partire dal primo trimestre del prossimo esercizio – si legge nella nota societaria – La decisione di posticipare il lancio di Assetto Corsa sposterà significativamente ricavi e margini dall’ultimo al primo trimestre del prossimo esercizio permettendo una forte crescita previsionale del fatturato e un significativo livello di margini reddituali per l’esercizio 2016-2017”.
Senza contare che l’indebitamento finanziario netto, cresciuto in linea con gli investimenti, tenderà, nell’outlook societario, ad aumentare ulteriormente nel corso dell’ultimo trimestre mentre, successivamente al lancio sul mercato dei prodotti, riprenderà poi la sua naturale tendenza alla riduzione a partire dal primo trimestre del prossimo esercizio.
Intanto, in un report recente, Intermonte, sulla società che capitalizza circa 60 milioni, ha un giudizio Neutral sull’azione, ma il target price, per quanto limato, è pur sempre di 6,5 euro per azione. Un valore ottenuto facendo la media dei target price ottenuti con il metodo della somma delle parti per le tre annate 2016 (4,4 euro per azione), 2017 (6,1 euro) e 2018 (9 euro). Considerando però che il 2016 è ormai alle spalle, una semplice media dei prossimi due esercizi, restituisce un fair value per la società ben più elevato, 7,55 euro per azione.

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