Settore petrolchimico in Iran: opportunità di crescita sconfinate

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di Finanza Operativa 27 Aprile 2016 | 14:00

La rimozione delle sanzioni imposte all’Iran per oltre un decennio ha attirato forti interessi internazionali sul paese. Un enorme mercato domestico, caratterizzato da una popolazione di 79 milioni di abitanti, è un ulteriore fattore che va ad aggiungersi alla posizione geografica vantaggiosa dell’Iran in Medio Oriente, che a sua volta dà accesso a passaggi marittimi strategici, rendendola un mercato interessante a livello globale e, pertanto, con un maggiore potenziale di investimento. Lo sviluppo della catena di valore petrolchimica è una delle strade più promettenti che, secondo le previsioni, aggiungerà un valore significativo all’economia non-oil.
“L’abbondanza di materie prime, le infrastrutture relativamente adeguate, il basso costo della produzione e l’accesso a manodopera qualificata sono fattori chiave che rendono l’Iran interessante per gli investitori nel settore petrolchimico. Le riserve naturali di etano, propano e nafta presenti nel paese sono sufficienti per costruire nuovi complessi petrolchimici nei prossimi 10 anni”, afferma Ali Mirmohammad, consulente di Frost & Sullivan. “Il governo sta adottando un approccio alla politica estera volto non solo a rafforzare le capacità locali ma anche ad aumentare le esportazioni non-oil fino a oltre 50 miliardi di dollari, concentrandosi sulle verticali a valle derivate dai settori petrolchimico e minerario”.
Iran Vision 2025 offre l’impeto desiderato. Secondo Iran Vision 2025, il paese intende affermarsi come il maggiore produttore di prodotti petrolchimici in tutta la catena di valore nella regione. Plastiche, gomme, vernici e resine, fertilizzanti e pesticidi, prodotti chimici e solventi, fibre e tessili, medicine, cosmetici, composti e detergenti sono i diversi prodotti petrolchimici a valle su cui il paese progetta di focalizzarsi per lo sviluppo nei prossimi 10 anni.
L’Iran ha bisogno di almeno 70 miliardi di dollari di risorse finanziarie per sviluppare l’intero settore petrolchimico e raggiungere la propria visione per il 2025. Si prevede che un tale investimento catalizzerà la crescita delle esportazioni del settore petrolchimico, da meno di 12 miliardi di dollari nel 2015 fino ad oltre 40 miliardi di dollari entro la fine del 2025.
Aumento della capacità mirato a rafforzare la posizione di base per le esportazioni. Nell’era post sanzioni, il paese si propone di attirare gli investimenti stranieri per far ripartire oltre 60 progetti petrolchimici bloccati che aumenteranno l’attuale capacità produttiva di 58 milioni di tonnellate (FY2015) fino a quota 130 milioni di tonnellate all’anno nei prossimi 5 anni. Inoltre, il governo ha proposto 36 nuove opportunità di investimento che, una volta implementate, hanno il potenziale di aumentare la capacità produttiva totale dei prodotti petrolchimici fino ad oltre 180 milioni di tonnellate all’anno entro la fine del 2025.
“La creazione di opportunità a valore aggiunto nell’intera catena di valore dell’industria del propilene è una delle principali aree di interesse del governo per i prossimi 10 anni relativamente al settore petrolchimico. Si prevede il potenziale di convertire l’Iran nel principale esportatore di prodotti a base di propilene in Medio Oriente e Nord Africa. L’importazione di tecnologie avanzate e catalizzatori per produrre vari gradi di polipropilene, ad esempio di grado farmaceutico e alimentare, sono altre politiche chiave nell’era post-sanzioni”, aggiunge Ali.
Si prevede che le politiche, gli incentivi e il sostegno del Governo daranno lo slancio necessario. I piani governativi volti a perseguire le seguenti priorità chiave nella verticale petrolchimica per la durata del Sesto Piano di Sviluppo sono:
–        Attrarre oltre 70 miliardi di dollari in risorse (finanziamenti sia stranieri sia locali) per far ripartire 62 progetti petrolchimici bloccati, che hanno bisogno di circa 33 miliardi di dollari, e per i 36 nuovi progetti proposti dal governo con investimenti di capitale per un totale di 35-40 miliardi di dollari. Ciò consentirà al paese di sorpassare la capacità produttiva totale di oltre 180 milioni di tonnellate all’anno.
–        Aumentare le esportazioni di prodotti petrolchimici da 12 miliardi di dollari fino ad oltre 40 miliardi di dollari e triplicare le esportazioni dei relativi beni di largo consumo.
–        Dare slancio agli investimenti nei settori petrolchimici a valle, sviluppando città industriali in prossimità delle province ricche di materie prime come Bushehr, Khuzestan, Kermanshah, Ilam e Kurdistan.
–        Rapido sviluppo delle reti e delle infrastrutture ferroviarie e dei trasporti marittimi.
Conclusione: L’accesso a tecnologie avanzate e risorse finanziarie è la chiave per la crescita. “Si prevede che lo sviluppo sostenuto e programmato dell’intera catena di valore del settore petrolchimico, insieme allo sviluppo focalizzato sui mercati a valle, porterà un notevole valore aggiunto all’economia iraniana e probabilmente favorirà la riduzione del tasso di disoccupazione nel paese. Si prevede che la revoca delle sanzioni aprirà enormi opportunità per il paese, grazie all’accesso a tecnologie avanzate e a risorse finanziarie internazionali. Inoltre, è previsto che ciò rafforzerà significativamente l’immagine dell’Iran nel panorama del settore petrolchimico globale, anche grazie alla crescita delle esportazioni”, conclude Ali.

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