Investitori italiani più pessimisti: L’indagine di Legg Mason

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di Finanza Operativa 25 Maggio 2016 | 14:30

L’andamento dei mercati finanziari degli ultimi anni ha reso gli italiani più timorosi riguardo i possibili rendimenti che si possono realizzare investendo nelle varie asset class. Solo il 55% degli investitori italiani infatti è ottimista riguardo i propri investimenti nei prossimi 12 mesi: si tratta della più bassa percentuale tra i paesi europei dopo la Francia (51%). Nettamente più ottimisti paesi come la Svezia (73%), il Regno Unito (68%), Spagna e Germania (66%). Non solo: si rileva anche un decisa riduzione degli ottimisti rispetto ad un anno fa, quando così si dichiarava il 63% degli investitori italiani.
È la nuova fotografia realizzata dalla Global Investment Survey – giunta al quarto anno – realizzata da Legg Mason Global Asset Management, uno dei principali gestori globali diversificati. L’indagine è stata realizzata in 19 paesi e ha raccolto i dati di oltre 5000 rispondenti.
Tra le cause che potrebbero incidere sull’andamento positivo degli investimenti, il 42% degli investitori italiani vede l’instabilità economica globale mentre il 24% considera pericolosa l’instabilità economica della nostra nazione. L’86% degli investitori, inoltre, afferma che la recente volatilità sui mercati è qualcosa che non si era mai visto in precedenza.
Ad impattare sulle decisioni di investimento del 55% degli italiani intervistati sono le misure prese dalle Banche Centrali sui tassi di interesse mentre il 45% si fa guidare da indicatori macroeconomici come PIL, salari, tasso di disoccupazione.
Forse è anche alla luce di queste considerazioni che la maggioranza degli investitori italiani (56%) è più focalizzata su un orizzonte di breve periodo quando guarda ai ritorni. È la più alta percentuale in Europa (la media tra i paesi del nostro Continente è 39%) e a livello globale (33%). Più “attendisti” si dimostrano i Millennial italiani: il 68% è focalizzato sul lungo periodo, molto più di quanto lo siano i coetanei europei (62%) e globalmente (54%).
Inoltre – a conferma di un atteggiamento tutt’altro che spregiudicato – il 79% degli investitori italiani ammette di avere un approccio conservativo quando investe e il 77% dichiara di essere più avverso al rischio rispetto a 12 mesi fa.
La cautela negli investimenti è anche dettata dall’ammissione di non essere sicuri delle mosse di investimento che si stanno attuando: il 62% degli investitori italiani si dichiara infatti preoccupato di non avere una piena comprensione dei prodotti in cui investe, mentre la media europea è del 56%.
Perché investire dunque? Sono diversi gli obiettivi che spingono gli italiani a farlo: il 68% vuole permettersi un livello di vita agiato, il 53% punta a realizzare un tesoretto per quando andrà in pensione, il 48% vuole costruire un patrimonio da lasciare a figli ed eredi mentre il 25% afferma che tra gli obiettivi vi è quello di mettere da parte un capitale da investire per l’educazione dei propri figli; la percentuale riguardante quest’ultima voce è la più alta registrata tra i paesi europei (13% in UK e Svezia, 18% Germania, 19% Francia).
“Le turbolenze vissute sui mercati finanziari negli ultimi anni possono giustificare lo scarso ottimismo degli italiani in relazione ai possibili ritorni sugli investimenti. Ma proprio la complessità dei mercati deve essere la leva che spinge gli investitori a rivolgersi a player esperti che possano guidarli sui mercati – dove si possono trovare opportunità capaci di offrire rendimenti – ed al tempo stesso educarli alla comprensione dei prodotti e delle strategie di investimento e far comprendere loro come la valutazione sulla reale bontà degli investimenti debba essere fatta su di un orizzonte temporale di lungo periodo.” dichiara Marco Negri, country head per l’Italia di Legg Mason Global Asset Management

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