Inizia il conto alla rovescia a un mese dal referendum sul Brexit

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 26 Maggio 2016 | 10:00

A cura di M. J. Aboav, Macro Portfolio Manager in MoneyFarm

Quest’anno la Brexit è stata forse il tema più importante del dibattito geopolitico di tutto il mondo. L’attenzione della stampa e dei media è stata molto viva ed il dibattito sulle possibili implicazioni si è recentemente intensificato, al punto che anche Carney, il governatore della Banca d’Inghilterra, ha espresso preoccupazioni in merito ad una possibile recessione del Regno Unito in seguito alla Brexit.
La situazione è veramente complicata. In realtà prevedere le implicazioni economiche a lungo termine è difficile, le misure adottabili dal resto dell’Europa potrebbero essere imprevedibili e l’attuale economia europea non fornisce sufficiente chiarezza su quanto forte potrebbe essere  senza il Regno Unito e viceversa, con una possibile nuova ondata di nazionalismo negli Stati europei. La fase di rinegoziazione potrebbe durare anni, producendo un’arma a doppio taglio per entrambi le aree economiche, caratterizzate da un rapporto debito pubblico su PIL estremamente elevato e che stenta a ridursi, seppure l’attuale repressione finanziaria attuata dalle politiche monetarie ultra accomodanti riduce l’effetto leva.

Tralasciando momentaneamente il dibattito politico ed economico, concentriamoci su come sono posizionati gli investitori sull’euro sterlina sui contratti derivati che forniscono maggiori informazioni sulle aspettative: il mercato delle opzioni sulla valuta. Spesso le aspettative di mercato non rispecchiano il dato di mercato ex post, specialmente per possibili eventi estremi come questo, ma sono sempre migliori delle congetture di certi “maghi” che credono di poter stabilire con esattezza quale sarà il primo passo dei mercati in seguito alla Brexit.

Innanzitutto il picco d’incertezza sulla sterlina contro l’euro si verificherà tra due mesi. Il prezzo per scongiurare i rischi del tasso di cambio, definito come volatilità implicita (il prezzo dell’incertezza) derivata dalle opzioni sull’euro sterlina, non è conveniente, il che significa che coprire il rischio di cambio nei prossimi due mesi è molto costoso e l’incertezza è elevata. È interessante notare che il prezzo dell’incertezza non tornerà al livello attuale nemmeno nei prossimi dieci anni! Forse ciò può apparire eccessivo, anche se il mercato prezza una normalizzazione da qui ad un anno. Il livello di incertezza si riflette anche nella distanza di prezzo tra compratori e venditori di questo contratto di copertura, infatti i venditori di rischio al rialzo nell’euro (contratto remunerativo in caso di aumento di valore dell’euro, e crollo della sterlina) sono restii nel vendere a prezzi convenienti, mostrando come gli operatori di mercato, sostanzialmente le banche d’investimento, vendono queste “assicurazioni”, ma esigono un’elevata garanzia di sicurezza per offrire la “scommessa”.

Focalizzandosi sugli eventi estremi, le opzioni su euro sterlina possono ancora una volta far luce su ciò che pensano gli investitori. I trader di opzioni ragionano in termini di Risk Reversal, in pratica una strategia di difesa contro fluttuazioni dei cambi estremamente sfavorevoli, di solito interpretata come il modo in cui gli investitori si coprono dai rischi estremi. Anche in questo caso la copertura del rischio di crollo per il ribasso della sterlina evidenzia un costo elevato, con il livello di incertezza più di sei volte maggiore del livello attuale.

Gli investitori sono chiaramente preoccupati, ma il saggio investitore di lungo termine dovrebbe cercare di evitare questa scommessa ad alto rischio, riducendo al minimo il rischio di cambio. Anche in questo caso la diversificazione gioca un ruolo fondamentale nell’evitare brutte sorprese.
Tornando alle attuali aspettative politiche, Betfair (una delle piu’ grandi borse di scommesse) mostra l’80% di probabilità che il Regno Unito rimanga nell’UE. Sebbene l’ammontare delle scommesse finora effettuate su Betfair è un numero non paragonabile al mercato dei cambi, dà un’ idea di cio’ che il cittadino inglese considera probabile. Questa probabilita’ ha avuto degli alti e bassi da quando e’ stata quotata: la probabilità di lasciare l’Europa ha raggiunto persino il 50% ma con volumi molto bassi quando furono quotate la prima volta, hanno poi raggiunto l’85% per poi toccare il livello del 60% recentemente.
Questi sono i numeri pre-referendum. Ma quali sono le possibili conseguenze in caso di Brexit o in caso di vittoria del fronte anti-Brexit? Possiamo fare delle ipotesi, non fornendo esatte previsioni, che riteniamo francamente davvero impossibili ad un mese dal referendum.

Cosa succede in caso di Brexit

Data l’incertezza sarà probabilmente un periodo difficile per quanto riguarda l’azionario, pertanto le azioni ad elevati dividendi, tipicamente presentin in settori difensivi, potrebbero sovraperformare altri indici azionari.  Per quanto riguarda il reddito fisso potrebbe essere rischioso possedere i titoli di Stato del Regno Unito; quando la paura nel mercato è elevata potremmo preferire i titoli di Stato tedeschi poiché considerati piu’ sicuri. Sulle valute probabilmente la sterlina soffrirà molto, ma anche l’euro potrebbe trovarsi ad affrontare un periodo difficile a causa di potenziali implicazioni politiche ed economiche all’interno della zona Euro. L’oro, per le sue caratteristiche di essere considerato un bene rifugio e non una “moneta” a corso legale, potrebbe apprezzarsi notevolmente.

Cosa succede se non il Brexit non avrà luogo

Possiamo immaginare uno scenario positivo per il mercato azionario, che probabilmente vedrà indici legati alle societa’ a piccola capitalizzazione superare gli indici azionari legati a societa’ a grande capitalizzazione, specialmente nel Regno Unito e nell’Europa continentale. Ciò rappresenta per contro uno scenario di ribasso per i titoli di Stato, che comporterà probabilmente ingenti vendite sui titoli di Stato del Regno Unito. In questo caso la sterlina e l’euro contro altre valute dovrebbero aumentare di valore con il rischio politico alle spalle. L’oro potrebbe forse risentirne lievemente, ma vista l’attuale politica monetaria accomodante a livello globale, le perdite potrebbero non essere ingenti.

Consigliamo prudenza e, nello specifico, di focalizzarsi sui fondamentali economici e sulle valutazioni di lungo periodo, tentando di mitigare il rischio valuta a breve termine. In questo modo ci si puo’ concentrare con piu’ tranquillita’ anche sull’imminente Europeo in Francia.

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