Ftse Mib in stand by. Ma tra le blue chip non mancano le occasioni

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di Finanza Operativa 22 Luglio 2016 | 14:30

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com del 21 luglio 2016

L’indice Ftse Mib sta mostrando un andamento un po’ incerto nelle ultime sedute, mantenendosi comunque a poca distanza dall’area dei 17.000 punti. Quali sono le sue previsioni nel breve?

L’area più rilevante per l’indice Ftse Mib è quella da lei segnalata in area 17.000, dove passa la media mobile a 50 giorni e il limite superiore della banda di oscillazione del movimento laterale compreso tra i 17.000 e i 16.500 punti. Oltre l’area dei 17.000 potremmo assistere ad una ripresa significativa con obiettivi a 17.500 punti prima e successivamente a ridosso dei 18.000 punti, ossia su livelli pre-Brexit. Un eventuale cedimento dei 16.500 punti aprirebbe le porte ad una nuova correzione che porterebbe il Ftse Mib verso i 16.060 punti prima e in seguito verso i 15.765/15.640 punti, sotto cui avremo un ulteriore target ribassista individuabile con il supporto posto a quota 15.325 punti. La mia view al momento è assolutamente neutrale e resto alla finestra, perchè da una parte il Ftse Mib potrebbe rompere al rialzo i 17.000 punti, ma allo stesso modo potrebbe violare al ribasso i 16.500 punti. A mio parere l’indice rimarrà ancora per qualche seduta appiattito e mi aspetto quindi una prosecuzione del movimento laterale.

Unicredit quest’oggi sta facendo meglio dell’indice di riferimento, occupando una delle prime posizioni nel paniere delle blue chips. Valuterebbe un acquisto del titolo sui livelli attuali?

Unicredit sembra intenzionato ad invertire la rotta e potrebbe andare in primis a chiudere il gap ribassista aperto a 2,46 euro e se ciò avvenisse potremmo assistere ad un ulteriore allungo con target a 2,73 euro in prima battuta e più avanti sulla soglia dei 3 euro, con estensione massima a 3,12 euro.
Consiglierei di fissare uno stop loss sotto i 2,185 euro, livello dove transita il supporto dinamico di breve termine.

Telecom Italia continua a mantenersi sotto quota 0,7 euro senza riuscire ad invertire la rotta, mentre continua a salire STM. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Telecom Italia non riesce a invertire rotta nonostante i reiterati buy da parte di molte banche d’affari.
Dal punto di vista tecnico il titolo è stato respinto sia dalla resistenza dinamica di breve/medio termine a quota 0,7 euro e a 0,695 euro ha fallito il tentativo di oltrepassare la media mobile a 21 sedute. Il titolo resta impostato al ribasso con prossimo target a 0,65 euro e in seguito in direzione di nuovi minimi sotto 0,62/0,6. Un’inversione credibile è possibile solo in caso di chiusura del gap ribassista lasciato aperto lo scorso 5 luglio a quota 0,7295 euro.

STM sta testando un’importante resistenza statica quasi di medio termine a 5,75 euro, oltre cui potremmo assistere ad un ulteriore rialzo dei corsi verso 6,35 euro in prima battuta e successivamente in direzione dei 6,45/6,5 euro. In caso di ingresso oltre i 5,75 euro suggerirei di fissare uno stop loss a quota 5,58 euro, livello dove passa il supporto dinamico di medio termine.
Personalmente vedo ben impostata STM che pur essendo prossimo all’ipercomprato potrebbe regalare ancora soddisfazioni nel breve.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci?

Uno sguardo a Salvatore Ferragamo che proprio oggi ha oltrepassato la trendline discendente di medio termine a quota 19,35 euro e si è così messo alle spalle il canale discendente che ingabbia al ribasso i corsi dalla seconda metà di marzo scorso. E’ stato generato un segnale rialzista che potrebbe spingere il titolo prima a 20,26 euro e successivamente a 20,7 euro, oltre cui si andrà a mettere sotto pressione la soglia dei 21 euro con possibili estensioni verso i 21,43 euro. A chi volesse acquistare suggerirei di fissare uno stop loss sotto 19,35/19,3 euro, dove passava la resistenza dinamica discendente di cui parlavo prima. In caso di cedimento di quest’ultimo livello Salvatore Ferragamo potrebbe perdere terreno verso i 18,75 euro.

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