Dividendi Usa, un rifugio per le fasi di turbolenza dei mercati

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di Finanza Operativa 26 Luglio 2016 | 14:00

A cura di Diane Sobin, Responsabile azionario Usa, Emea Columbia Threadneedle
Nel 2016 gli investitori hanno assistito al proseguimento del complesso e volatile contesto di mercato osservato negli ultimi anni, esacerbato dalla decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione europea. L’indebolimento della crescita in diverse economie sviluppate ed emergenti ha ridotto le aspettative circa l’espansione economica e il ritmo degli incrementi dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.
Diversamente da molti altri portafogli che hanno subito delle perdite, le strategie a dividendo hanno guadagnato durante la fase che ha visto gli investitori intenti a valutare le implicazioni di un contesto caratterizzato da tassi d’interesse “più bassi più a lungo”. Ciò ha rinsaldato l’attrattiva relativa dei titoli che distribuiscono dividendi.
Tuttavia, anche se un contesto di crescita esile su scala mondiale potrebbe fornire sostegno alle strategie a dividendo, gli investitori che si addentrano in questo particolare segmento di mercato devono muoversi con cautela. La ricerca di rendimento cominciata nel 2009 ha portato le valutazioni di alcune aree del mercato su livelli eccessivi. Per fare un esempio, il multiplo prezzo/utili del settore utilities dell’S&P 500 è aumentato di circa l’80% rispetto al minimo di febbraio 2009, mentre gli utili sono cresciuti di quasi l’11% complessivamente durante lo stesso periodo (fonte: Bloomberg al 31 marzo 2016). Ciò significa che il rialzo dei corsi azionari è da ricondurre quasi interamente all’espansione dei multipli valutativi.
Una soluzione per gli investitori che intendono continuare ad ottenere reddito dalle loro esposizioni alle azioni USA può essere offerta da un approccio incentrato sulla crescita dei dividendi. Un’ enfasi sulle aziende che evidenziano tassi di crescita dei dividendi sostenibili può offrire agli investitori diversi vantaggi potenziali, mantenendo al contempo buoni livelli di reddito dei portafogli.
I titoli a maggior rendimento dell’S&P 500 scambiano in prossimità dei picchi valutativi. Ciò è stato determinato in gran parte dall’abbassamento dei rendimenti obbligazionari, che ha rilanciato la domanda di dividendi azionari. Il 31 marzo, i titoli più remunerativi dell’S&P 500 venivano negoziati a 16,4 volte gli utili prospettici, un premio di più di quattro punti- multiplo rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Di contro, le azioni caratterizzate dai maggiori tassi di crescita dei dividendi presentavano un premio inferiore a un punto-multiplo. Crediamo che il supporto di questa solida valutazione possa contribuire a mitigare parte del rischio di ribasso implicito nell’investimento in dividendo USA.
Potenziale di redditività del capitale a lungo termine. Le aziende statunitensi caratterizzate da un aumento dei dividendi hanno notevolmente sovraperformato sia rispetto al mercato più ampio che alle società con altre politiche distributive.
Un ventaglio di opportunità più ampio. Solitamente, i portafogli azionari a dividendo devono concentrare le proprie esposizioni settoriali per poter generare livelli elevati di rendimento. Tuttavia, il mercato statunitense offre un’ampia gamma di opportunità di crescita dei dividendi nei diversi settori e a nostro avviso le strategie che non devono sottostare alle soglie minime di rendimento hanno maggiori possibilità di accedere a questo ventaglio allargato di potenzialità. Ciò comprende ad esempio il settore tecnologico, grazie al quale gli investitori possono esporsi ad alcune tra le società più innovative al mondo, nonché alle blue chip più consolidate. Riteniamo che la flessibilità conferita da un approccio di questo tipo doti i portafogli azionari USA a dividendo del maggior potenziale possibile per conseguire solidi rendimenti corretti per il rischio.

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