Come si riflette la Cina nei benchmark degli investitori?

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di Finanza Operativa 2 Agosto 2016 | 12:30

A cura di Archie Hart, portfolio manager di Investec AM

La questione probabilmente più controversa sui mercati emergenti riguarda il futuro della Cina. Le view sono molte: alcuni parlano di una bolla dell’economia cinese, gonfiata dall’eccesso di debito e da una bolla creata dagli investimenti nel settore delle infrastrutture e del real estate, altri ritengono che l’outlook sia molto più sfumato di quanto gli hedge funds vogliano farci credere.

Mentre il futuro della Cina è al centro di un dibattito intenso tra gli investitori, i mercati stanno cambiando sensibilmente. Per molti investitori la China è molto diversa rispetto a soli 18 mesi fa. Con ciò intendiamo che la costruzione dell’indice benchmark MSCI China è cambiata in modo rilevante con la decisione di MSCI di includere nei suoi indici sulla Cina, per la prima volta, i titoli di società cinesi, non quotate a Hong-Kong, attive nel settore Internet (in primo luogo Baidu e Alibaba). Questi titoli rappresentavano il 9% dell’indice MSCI China alla fine del 2014 e ora ne rappresentano il 33%. Ciò indica un cambiamento notevole nel modo in cui la Cina viene inclusa nella maggior parte dei benchmark degli investitori.

Le principali internet company cinesi sono note nel loro insieme come BAT – acronimo di Baidu (che potremmo vagamente definire la “Google” cinese), Alibaba (il più grande retailer dell’ecommerce cinese, spesso paragonato ad Amazon) e Tencent (il social media network provider cinese, simile a Facebook). Queste società sono completamente diverse dalle entità statali tradizionali che hanno dominato gli indici della Cina. Sono società altamente imprenditoriali, che offrono all’investitore un potenziale di crescita significativo. I mercati della Taobao (consumer-to-consumer) e della Tmall (business-to-consumer) di Alibaba hanno catturato l’immaginazione del consumatore cinese e la WeChat di Tencent (una combinazione di un’app di messaggistica e un social network) sono prodotti tipici della Cina e della sua cultura, e devono davvero poco ai prodotti sviluppati altrove.

Tuttavia, i vantaggi potenziali devono confrontarsi con i rischi potenziali,  come per la maggior parte delle società private cinesi. Vi sono ostacoli effettivi agli investimenti esteri nel settore internet cinese, come ad esempio il fatto che soltanto i cittadini cinesi possono essere titolari di licenze e tecnologia. Come possono quindi gli investitori stranieri investire? Le cosiddette “VIE” (variable interest entity) lasciano effettivamente la proprietà dell’asset nelle mani dei Cinesi, ma trasferiscono l’interesse economico alla realità quotata (per mezzo di numerosi contratti) per permettere agli investitori di investire in essa.

Delle tre società, Alibaba è probabilmente il nome più celebre, in particolare grazie al suo fondatore, il carismatico e visionario Jack Ma. È anche il più controverso. Dalla sua separazione da Alibaba, Alipay è diventata l’hub di un più ampio business di servizi finanziari sviluppato da Ma, ora chiamato Ant Financial Services. Uno degli aspetti più interessanti delle BAT è rappresentato dagli accordi di governance, che devono più agli USA che a qualsiasi influenza cinese – con ciò intendiamo il modo con cui remunerano i manager e gli  executive e un focus sui guadagni registrati, che escludono i compensi basati sulle azioni. Come ha detto correttamente Warren Buffet in modo memorabile, “ Se le opzioni non sono una forma di compenso, che cosa sono? Se il compenso non è una spesa, che cos’è? Se le spese non dovessero essere rientrare nel calcolo dei ricavi, dove dovrebbero andare?”

Per Baidu e Tencent, il compenso basato sulle azioni nell’ultimo anno finanziario è stato pari al 7-11% dell’utile operativo e al 2-3% delle vendite. Per Alibaba ha raggiunto il 36% dell’utile operativo e il 16% delle vendite. Il compenso basato sulle azioni per ciascun dipendente di Alibaba è stato pari a 13 volte quello di Baidu e circa 5 volte quello di Tencent. Alcuni dei principali problemi della governance nel settore internet cinese sono molto simili a quelli che i nostri colleghi affrontano quando investono nel mercato dei titoli americano. Questo è il punto.

Poiché selezioniamo titoli con un approccio bottom-up, riteniamo che il mercato cinese sia molto interessante considerata la diversità delle compagnie nel mercato, soprattutto in alcuni settori. L’economia inevitabilmente attraverserà cicli positivi e negativi, ma il cambiamento proseguirà in modo incessante, a nostro avviso, offrendo numerose opportunità di investimento in un mercato dei capitali molto diverso e sempre più profondo.

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