Oro, la linea poco aggressiva del Fomc non raffredda l’interesse degli investitori

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di Finanza Operativa 3 Agosto 2016 | 15:30

A cura di Etf Securities

Questa settimana l’oro ha attratto flussi pari a 277,6 mln di dollari, lasciando intendere che la linea debolmente aggressiva del FOMC non è bastata a dipanare le incertezze. Alla riunione di luglio, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati, evidenziando tuttavia una “riduzione” dei rischi a breve dell’economia USA dopo un recupero dell’occupazione nel paese. A settembre, secondo i future sui Fed fund, le probabilità di un rialzo sono di poco aumentate al 28%. La scorsa settimana l’oro si è leggermente rafforzato, nella misura del 2,16%, quotando intorno a 1.351 USD all’oncia troy. Per la seconda settimana consecutiva l’incremento di prezzo più consistente ha riguardato il platino, in rialzo del 6,15% con una quotazione di 1.148 USD all’oncia troy.

Gli afflussi negli ETF sul greggio crescono di 35,3 mln di dollari, mentre il Brent ha aperto una nuova stagione di ribassi. Il record di afflussi in posizioni long sul petrolio (40 mio di USD), dal febbraio di quest’anno ad oggi, indica che gli investitori colgono opportunità d’acquisto nella debolezza del Brent. Dal picco di giugno (52,86 USD), il Brent ha ceduto oltre il 20% del suo valore scendendo a 42 USD al barile. L’ultimo ribasso delle quotazioni del greggio va ascritto alla riduzione dei tempi morti della produzione, all’eccesso di derivati della raffinazione e all’aumento dei pozzi statunitensi.

Gli afflussi negli ETP sul frumento aumentano per la settima settimana consecutiva. Il Consiglio Internazionale dei Cereali ha rivisto al rialzo (+7 mio di tonnellate) le sue stime sulla produzione mondiale di frumento per il raccolto del 2016-17. Tale maggiore offerta, insieme a una revisione positiva delle scorte iniziali, ha determinato nella settimana una riduzione del prezzo del frumento, pari all’1,8%.

La raccolta degli ETP su azioni globali aumenta di 33 mnl di dollari, con afflussi concentrati soprattutto nei prodotti tematici legati alla robotica. Al contempo, gli investitori continuano a ridurre le loro posizioni long sugli ETP azionari in Europa – benché a ritmi moderati – in ragione del peggioramento degli indicatori macro nella regione. La scorsa settimana gli ETP su azioni dell’UE hanno registrato deflussi pari a 3 mio di USD, dopo che a metà luglio avevano raggiunto il livello record di raccolta pari a 10,3 mio di USD.

Gli investitori aumentano la loro esposizione al JPY di 18,2 mln di dollari. La banca centrale giapponese (BoJ) ha incrementato i suoi acquisti annuali di ETF azionari di 2.700, portandoli a 6.000 mrd di JPY, senza variare i suoi principali strumenti monetari. Gli investitori reputano le misure correnti insufficienti a incidere sensibilmente sulle prospettive di inflazione.  Di conseguenza, alla chiusura il JPY è lievitato del 2,85% rispetto al dollaro USA, a 102,30.

Eventi chiave da seguire questa settimana. Giovedì si terrà la riunione della Bank of England. Gli indicatori PMI di luglio hanno evidenziato segnali di un’imminente recessione nel Regno Unito. Secondo gli investitori, il tasso base dovrebbe diminuire di 25 pb, passando dallo 0,50% allo 0,25%, al fine di sostenere l’economia britannica nella sua transizione fuori dall’UE. Negli Stati Uniti, l’attenzione dei mercati sarà tutta rivolta agli indici ISM della produzione manifatturiera e non manifatturiera e, ancor più, al rapporto sull’occupazione. Un robusto aumento dell’occupazione non agricola, dopo l’aggiunta di 287.000 posti di lavoro registrata a giugno, accrescerebbe le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre.

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