Giappone diretto verso gli abissi dell’Helicopter Money

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di Finanza Operativa 4 Agosto 2016 | 16:00
A cura di Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di Swissquote
Nonostante il governo guidato dal Primo Ministro giapponese Shinzo Abe abbia approvato un pacchetto di stimolo fiscale per 13,5 trillioni di yen come ultimo sforzo per allontanare l’economia del Sol Levante dalle secche della deflazione (in un mix ancora non meglio specificato di prelievi e tagli alle spese mirati a stimolare la domanda di breve termine e a innescare finalmente una crescita economica sostenibile), la reazione del mercato è stata tutt’altro che entusiastica come si attendeva.
Il silenzio assordante è in parte imputabile ad alcune speculazioni sulla taglia delle misure attese, rilasciate nei momenti pre-annuncio, e in parte ai dubbi relativi alla loro reale efficacia. Si aggiunga poi che il rally nei rendimenti dei titoli JGB (quasi ci si aspettasse una politica restrittiva) sta a indicare che gli investitori sono spaventati dall’ipotesi che l’azione fiscale in corso possa determinare un’inversione di rotta rispetto alla politica monetaria.
Solo la scorsa settimana infatti la BoJ non è riuscita nell’intento di aumentare gli acquisti di bond nè a tagliare i tassi di interesse, indicando però che è pronta a rivalutare la strategia della sua politica monetaria a settembre. Il cambio USDJPY è rimbalzato intorno a 101 senza riuscire a riportarsi sui livelli persi ieri (102.83). Noi riteniamo che il Giappone sia giunto ad un momento cruciale: mentre montano le pressioni per un’ulteriore politica di supporto monetario notiamo che l’attuale mix di misure adottate è tutt’altro che efficace.
Tassi di interesse ancora più negativi non faranno altro che punire ulteriormente risparmiatori e banche, per quanto continuare con gli acquisti di bond lascerà inalterati i problemi di trasmissione della liquidità dal momento che la domanda per nuovi finanziamenti e mutui rimane fiacca. Pur tuttavia non crediamo che la BoJ abbia esaurito le sue munizioni: infatti, a nostro modo di vedere sia il “Money Finance Fiscal Program” che il “Money Financed Debt Relief” rimangono due opzioni di politica monetaria assolutamente percorribili. Anche se al momento può sembrare un concetto estremista,  lo stesso si poteva dire qualche anno fa anche del Quantitave Easing e dell’applicazione di tassi di interesse negativi.
Alla luce dei risultati fallimentari dovuti al combinato disposto all’interno delle attuali misure di politica monetaria (che non riescono ad indebolire lo yen), iniziamo a nutrire il sospetto che la sola e unica opzione rimasta in grado di generare sufficiente domanda negativa di moneta giapponese (salvo ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed) sia quella che vede la Bank of Japan inabissarsi nelle voragini inesplorate del cosiddetto “Helicopter Money”, ovvero un terreno sul quale la maggiorparte degli investitori non avrà il coraggio di addentrarsi.

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