Sull’Europa prevale la prudenza, segnali confortanti dall’Italia

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di Finanza Operativa 11 Agosto 2016 | 16:00

A cura di Anima Sgr
Sulle Borse europee resta rilevante il tema aperto dalla Brexit, con rischi prospettici ancora non prevedibili. In Europa gli analisti, a seguito dell’esito del referendum, hanno abbassato le stime di crescita economica di qualche decimo di punto percentuale. Nel meeting di settembre della Bce, il presidente Mario Draghi potrebbe estendere la durata e la magnitudine del QE, e tale misura potrebbe essere sostenuta anche da un’espansione fiscale messa in atto dai paesi europei. Inoltre, gli ultimi sviluppi fanno intuire che la Gran Bretagna impugnerà entro la fine dell’anno l’Articolo 50 che darà il via ai negoziati per l’uscita ufficiale dall’Unione Europea: ci aspettiamo che la Banca d’Inghilterra tenterà di stimolare l’economia inglese promuovendo politiche espansive volte a mitigare gli effetti del Brexit sull’economia reale.
Nonostante le stime siano state riviste al ribasso, il posizionamento sull’Europa è complessivamente neutrale sulla congiuntura economica, e prudente e suscettibile di revisioni in base ai cambiamenti in corso sul piano politico. Nei portafogli dei fondi azionari europei manteniamo una visione positiva sui settori dei consumi di base, sugli industriali e sugli energetici. Visione negativa, invece, sui titoli finanziari, afflitti da un contesto di tassi sfavorevole e dal peso dei crediti non performanti.
Italia: qualche segnale confortante. Anche per il mercato azionario italiano viene mantenuto, nel breve termine, un approccio strategicamente prudente. I dati macro confermano segnali di moderata crescita, ma nessun tipo di accelerazione. L’impatto della Brexit è stato più rilevante sui titoli finanziari, ma gli stress test sugli istituti bancari hanno rasserenato gli animi, mostrando un sistema più solido delle aspettative. Nel nostro paese continua la ricerca di una soluzione incisiva al problema dei prestiti non performanti nei bilanci delle banche, e il tentativo di dare una soluzione definitiva alle situazioni di maggiore criticità. Stando a fonti di stampa, le ipotesi allo studio sono molteplici e molte richiederebbero un’approvazione preventiva da parte delle autorità europee in quanto prevederebbero l’intervento pubblico.
Le soluzioni proposte, a nostro avviso, in molti casi potrebbero rivelarsi penalizzanti per le azioni in quanto appare probabile la necessità di nuove ricapitalizzazioni. La situazione del settore bancario appare, quindi, ancora lontana da una soluzione definitiva e, sul fronte interno, l’avvicinarsi del referendum costituzionale di ottobre potrebbe causare volatilità e avversione al rischio data dall’instabilità politica che potrebbe generarsi.
Usa: la visione diventa positiva. Il secondo trimestre segna un punto di svolta per quanto riguarda la crescita degli utili societari che, a partire dal terzo trimestre, dovrebbe mostrare tassi di crescita positivi e in accelerazione. Il giudizio, quindi, passa da neutrale a positivo. Gli indicatori economici moderatamente in crescita si uniscono all’atteggiamento accomodante della Federal Reserve, che ha evidenziato come per gli Usa i rischi a breve termine siano minori rispetto a quanto previsto inizialmente. Un po’ di volatilità si potrà verificare man mano che ci si avvicinerà all’8 novembre, giorno in cui si terranno le elezioni presidenziali.
Borse emergenti: il giudizio si conferma costruttivo. Da inizio anno, l’andamento dei mercati emergenti è stato positivo dopo un 2015 deludente. Anche per quanto Le opinioni e il contenuto del documento non costituiscono
una raccomandazione, un consiglio o un invito ad effettuare operazioni finanziarie di investimento o di altro tipo.
Alla fase di ripresa e stabilizzazione delle materie prime, come il petrolio, si uniscono gli stimoli monetari e fiscali adottati che potrebbero produrre effetti costruttivi più prolungati del previsto. Questi fattori non possono che remare a favore del miglioramento delle prospettive economiche di molti paesi emergenti, della crescita globale e dei mercati azionari considerati nel loro complesso.
Borse asiatiche: view positiva. Il giudizio su queste borse passa da neutrale a positivo. Il focus resta puntato sul mercato azionario giapponese. La Brexit ha pesato nel breve termine sullo yen, provocando un importante sell-off del mercato nipponico. La BoJ ha approvato un programma di stimoli per l’economia e ha raddoppiato gli acquisti annui di Etf, respingendo le pressioni riguardo a un intervento più incisivo, adducendo a motivazione le incertezze sui mercati internazionali e l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Il governatore Kuroda, comunque non ha escluso sorprese a settembre, con qualche cambiamento di rotta.

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