Banche centrali ancora “market friendly” per quest’anno

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 12 Agosto 2016 | 16:00

A cura di Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Strategist di NN Investment Partners

Ancora non è chiaro quanto saranno grandi le conseguenze della Brexit. Nel frattempo, l’approccio delle banche centrali rimarrà espansivo. Il messaggio lanciato dal presidente della Bce, Mario Draghi, durante la conferenza stampa seguita alla decisione di luglio di rimanere in attesa, si riassume nella volontà di restare, per ora, alla finestra. Poi, qualora si dovessero verificarsi delle conseguenze negative dovute alla Brexit o qualsiasi altro shock per l’outlook sulla stabilità dei prezzi, la banca sarà “pronta, disponibile e in grado” di mettere in campo ulteriori politiche di stimolo. Inoltre, potrebbe essere che l’atteggiamento rispetto alla politica fiscale nell’Eurozona stia cambiando.

La cancellazione delle penali per Spagna e Portogallo per deficit eccessivi potrebbe essere indicativa di un passaggio da una rigida austerità a una maggiore indulgenza. Con un referendum sulle riforme costituzionali in arrivo in Italia e con le elezioni del prossimo anno in Olanda, Francia e Germania, avrebbe poco senso dare corda alla retorica dei partiti populisti e rischiare un ribaltone politico in ognuno di questi Paesi.

Per quanto riguarda, poi, il Regno Unito la Bank of England ha cominciato ad agire il 4 agosto, tagliando i tassi d’interesse per la prima volta da sette anni abbassandoli al livello record di 0,25% e promettendo di acquistare più bond governativi e corporate.

Negli Stati Uniti, invece, sembra che la Fed si stia lentamente preparando a rialzare i tassi ancora una volta, ma crediamo che non l’Istituto non sarà ancora pronto per settembre. Il nostro scenario base prevede ancora un rialzo dei tassi a dicembre seguito da altri due nel 2017.

La Bank of Japan ha chiaramente deluso lasciando la maggior parte dei propri parametri invariati, ma ha promesso una valutazione complessiva delle sue politiche entro settembre, lasciando quindi la porta aperta a nuove misure di stimolo.

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