L’India è uno dei Paesi Emergenti con più potenziale

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di Finanza Operativa 28 Settembre 2016 | 15:30

A cura di Nadège Dufossé, Head of Asset Allocation, Candriam Investors Group
Le azioni dei Paesi Emergenti sono la nostra più forte convinzione in materia di sovraponderazione. Esse presentano infatti il maggiore potenziale di revisione al rialzo del rating, mentre le valutazioni relative sono ancora attraenti, la crescita economica si sta stabilizzando e il margine di apprezzamento del dollaro è limitato. Tuttavia, l’incertezza delle banche centrali e le condizioni meno favorevoli sul mercato delle materie prime rispetto all’inizio dell’anno ci inducono a concentrare l’attenzione su uno dei nostri Paesi Emergenti preferiti, l’India.
I fondamentali economici sono in ripresa, da un punto di vista sia strutturale che ciclico. Per la prima volta in più di un decennio, il bilancio è sul punto di chiudere in surplus, mentre l’inflazione dei prezzi è sotto controllo (al 5,1% in agosto). La previsione di crescita del PIL indiano (7,8%) è la più elevata dei Paesi BRIC, sia per l’anno in corso che per il 2017. Attualmente il ciclo economico sta prendendo slancio, come testimonia il più recente indice composito PMI al 54,6.
La resilienza dell’economia indiana è sostenuta dal programma nazionale di riforme, che rende l’India meno vulnerabile alle influenze esterne. Contrariamente alle più recenti situazioni di stress (si pensi al taper tantrum nel secondo trimestre del 2013), l’economia indiana gode degli obiettivi di riforma degli NPL da parte della Bank of India, volti a riparare il meccanismo di riforma della politica monetaria, con il suo previsto effetto leva sulla legge sulla tassazione di beni e servizi, che mira alla creazione di un mercato unico indiano.
Nell’attuale contesto di consolidamento dei prezzi delle commodity, prevediamo che gli importatori di materie prime come l’India recupereranno sugli esportatori. È evidente che i titoli indiani hanno in generale sovraperformato i mercati emergenti nella seconda parte dell’anno, dato che i fattori esterni (debolezza del dollaro e consolidamento delle commodity) hanno perso peso come fattori di performance. Ci aspettiamo che questo momentum non sia passeggero.

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