Asia, l’asset allocation Lemanik

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di Finanza Operativa 5 Ottobre 2016 | 12:00

L’espansione economica dell’area asiatica dovrebbe continuare anche nel 2017, grazie alla stabilizzazione dell’economia in Cina, alla ripresa dei mercati emergenti e alla debole crescita di Europa e Usa. Il divario generato dalla grande crisi finanziaria si sta lentamente chiudendo: questa tendenza si riflette anche nella stabilizzazione e nella debole ripresa delle materie prime”. E’ questa l’opinione di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity.

La paura di una bolla dei crediti in Cina sta diminuendo: il governo sta agendo in maniera proattiva tramite la ristrutturazione delle aziende statali” spiega Zimmermann. “Inoltre, il consumo interno rimane stabile con una crescita intorno al 10%”.

Per quanto riguarda il Giappone, la politica del Primo ministro Abe ha vissuto un anno difficile, con l’inflazione tornata sotto lo zero a causa del rafforzamento dello yen e la caduta delle materie prime nel 2015. “Nel quadro generale, riscontriamo comunque anche elementi positivi: gli stipendi sono in salita, la manodopera diventa sempre più scarsa e la disoccupazione si attesta intorno al 3%. I dati indicano anche un mercato immobiliare in espansione. Si attende, quindi, un nuovo indebolimento dello yen, con le materie prime supportate dell’espansione economica”.

Questo è uno scenario di tipo inflazionistico per il Giappone, dove il cambiamento da un mondo deflazionistico, ormai generazionale, sarà tuttavia molto lento. In questo contesto, le aziende, più sensibili verso la propria redditività, hanno incrementato le operazioni di aumenti di dividendi, riacquisti di propri azioni, M&A, con ancora margini di manovra e attività.

L’ASEAN, invece, risulta essere ancora area di crescita, anche se diventa sempre più difficile individuare società attrattive. “A livello di valutazione, restiamo dell’opinione che Cina (tramite i titoli H), Giappone e Corea del Sud rimangano sempre e comunque i paesi più interessanti in Asia”.

Il portafoglio del Lemanik Asian Opportunity, infatti, riflette molto bene questa view che porta a sovrappesare proprio Cina, Giappone e Corea del Sud. “A livello settoriale vediamo potenziale nel settore finanziario con un focus particolare sulle banche nipponiche e cinesi. In Cina, il segmento dei servizi cresce più forte del Pil e l’espansione della classe media continua a supportare tale movimento”.

Inoltre, l’integrazione e le connessioni internet diventano sempre più importanti rappresentando sempre più occasione di sviluppo. Aumenta la fiducia verso le tecnologie: per questa ragione la tematica dell’IOT (Internet of things) ha un potenziale di crescita importante per la gestione della casa, dell’auto, della salute. Diverse aziende in Giappone, Corea del Sud ed Taiwan sono concentrate su questo settore.

Infine, anche il settore delle vendite online è diventato un mercato da tenere d’occhio, dove spiccano attori importanti. “Occorre essere molto selettivi e rigorosi nella scelta dei titoli Mid Cap, così come accade per l’ambito della logistica, strettamente connesso all’online”, conclude Zimmermann.

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