Mercati in attesa delle Minute della Fed

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di Finanza Operativa 12 Ottobre 2016 | 16:30

A cura di Wings Partners Sim

Prosegue la corsa del dollaro contro le principali valute, dallo yuan che si indebolisce per la sesta seduta consecutiva all’euro che tocca in mattinata i minimi da luglio scorso, favorito dalla scommessa degli investitori di un approccio restrittivo di molti partecipanti all’ultimo consiglio di politica monetaria.
Saranno infatti pubblicate in serata le Minutes della Fed relative al meeting di settembre, che daranno maggiori chiarimenti in merito al tenore delle pressioni affrontate dalla Banca Centrale per aumentare i tassi in maniera immediata e che dovrebbero dare maggiori informazioni sulle probabilità di azione prima di fine anno.

In un discorso tenuto nel fine settimana il vice-Presidente Fischer ha infatti dichiarato che la decisione finale dell’ultimo incontro era stata dibattuta e ottenuta con uno scarto minimo, portando tre membri votanti a mettere a verbale il proprio dissenso rispetto all’esito finale. Importante sarà dunque vedere quanti fossero i partecipanti a condividere la visione di un rialzo del costo del denaro oltre ai suddetti, rispetto ai 9 totali aventi diritto di voto.

Le probabilità implicite nel mercato dei futures sui tassi di rialzo dicembrino si attestano ora intorno al 70%, secondo CME FedWatch, in salita negli ultimi giorni proprio in vista di toni più restrittivi dopo la pubblicazione dei verbali: non è quindi da escludere che anche in questo caso si verifichi un movimento in direzione opposta stasera, sulla ricopertura delle posizioni rialziste su dollaro.
Uno dei fattori che spinge la Fed in direzione del rialzo dei tassi è un contesto internazionale che vede minori rischi, da un Brexit che per ora rimane privo di effetti ad una Cina in ripresa.

Tuttavia è stato pubblicato ieri un report di S&P che avvisa di potenziali problematiche nel sistema bancario cinese, che avrebbe necessità di una ricapitalizzazione da 1.700 miliardi di dollari, in previsione di un aumento delle insolvenze. Secondo le stime dell’agenzia i prestiti problematici superavano il 5% già a fine dello scorso anno (contro l’1% dei valori ufficiali), che potrebbe ulteriormente peggiorare in uno scenario avverso ad un valore tra l’11% ed il 17% (rispetto all’attuale 2% delle stime ufficiali).

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