Da Morningstar l'”Atlante della Sostenibilità”

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 19 Ottobre 2016 | 14:15

Morningstar ha pubblicato l’Atlante della Sostenibilità (Morningstar Sustainability Atlas) che analizza le società all’interno degli indici azionari Morningstar di 35 Paesi del mondo. La ricerca (a cura di Francesco Paganelli, Manager Research Analyst di Morningstar) mostra, da un punto di vista geografico, la gamma di punteggi di sostenibilità che costituiscono le basi del rating di sostenibilità Morningstar e aiuta a identificare le migliori opportunità e i principali rischi ESG.

Qui, di seguito, i principali risultati del report:

  • L’indice Morningstar delle azioni portoghesi ha il punteggio migliore in termini di sostenibilità a livello globale (Morningstar Sustainability Score) pari a 67,5. Il Portogallo, infatti, ha un basso Morningstar Controversy Score (indicatore relativo alle controversie) che siginifica che nessun componente dell’indice portoghese è attualmente coinvolto in controversie con un impatto sull’ambiente, sulla società o sulla governance dell’azienda stessa. Inoltre, nonostante quest’indice sia piccolo e più concentrato di altri, il paniere si compone di titoli azionari con punteggi ESG sopra la media e più alti rispetto ai peer group globali.
  • L’indice italiano si classifica nel quintile più alto in termini di score ESG ed è uno dei migliori indici a livello globale dal punto di vista delle tematiche sociali.
  • La mappa mostra che i Paesi nordici tendono ad avere ottime performance ESG. Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia si posizionano tutte nel quintile più alto. Tra i Paesi non europei con il più alto score ESG, troviamo l’Australia con un punteggio pari a 53,9. Gli Stati Uniti, invece, si classificano nel secondo quintile più basso (47,0), mentre l’indice russo risulta essere il peggiore, con un punteggio di 38,5.
  • A livello regionale, i Paesi europei mostrano di avere performance ESG più alte rispetto al resto del mondo. Viceversa, quelli asiatici ed emergenti tendono a restare indietro sia nel punteggio complessivo che in quelli relativi alle tre singole componenti ESG (ambiente, società e governance).
  • Il tema della corporate governance in Giappone è stato un lungo ‘work in progress’ durato anni e si riflette nel secondo peggior punteggio (44,6) insieme alla Cina (40,4), nel cui indice sono presenti molte società controllate dal governo che potrebbero porre gli interessi statali davanti a quelli degli azionisti.

 

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