La moderazione dell’asia è una buona notizia per gli stock picker

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di Finanza Operativa 24 Ottobre 2016 | 15:30

Di Soo Nam NG, Responsabile azionario asiatico di Columbia Threadneedle Investments

In tutta l’Asia, i governi pongono enfasi sullo sviluppo economico sostenibile, e le società stanno diventando più redditizie ed efficienti in termini di costi. Benché la crescita stia effettivamente rallentando rispetto ai precedenti picchi, riteniamo che questa maggiore solidità del contesto economico possa rivelarsi più duratura sul medio-lungo termine. La regione mantiene inoltre uno dei tassi di espansione tra i più elevati al mondo. In Asia va affermandosi una nuova “mentalità della moderazione”. Ciò significa che a uno scenario di crescita più elevata sta subentrando quello di un’espansione più lenta ma di migliore qualità, e che il bacino di aziende ben gestite si sta ampliando. La crescita economica è scesa dai massimi per portarsi su un tasso di espansione decisamente più stabile: il PIL cinese è passato dal 10,6% del 2010 al 6,7% circa di quest’anno. Si tratta di un contesto molto più prevedibile per l’attività d’impresa, e ciò è una buona notizia per i gestori attivi impegnati nella selezione dei titoli. In particolare, le società operanti nei mercati sviluppati di Hong Kong, Singapore e Australia sono ben equipaggiate per affrontare il mutevole contesto economico mondiale. Stanno generando più flussi di cassa e hanno cominciato ad aumentare i dividendi. Nell’attuale fase di evoluzione, investire stabilmente per generare redditi da dividendo diventerà una fonte di rendimento sempre più importante.

Una transazione incompresa Il processo di transizione economica in atto in Asia continua a non essere compreso. La Cina rimane l’economia più importante dell’area, sia in virtù delle sue dimensioni che dell’esposizione significativa che ad essa detengono molti paesi asiatici. Anche l’India è una potenza economica, ma rimane più isolata. Malgrado il rallentamento delle economie della regione, i tassi di crescita si mantengono relativamente robusti, fornendo un contesto stabile agli investimenti nell’Asia Giappone escluso (l’FMI prevede per l’Asia emergente e in via di sviluppo un’espansione pari al 6,4% nel 2016 e al 6,3% nel 2017). Il rallentamento dell’economia cinese è stato fonte di apprensione, avendo agitato lo spettro di una brusca decelerazione. Ciò nonostante, riteniamo che le prospettive a breve termine siano migliorate grazie ai tagli dei tassi d’interesse, all’espansione fiscale e alla spesa per infrastrutture. Gli ultimi dati economici suggeriscono che la Cina riuscirà a realizzare un atterraggio morbido e che il governo raggiungerà il suo obiettivo di un’espansione annuale del PIL del 6,5-7%.

Settori in rapida crescita Nelle economie interessate da cambiamenti così repentini, è importante guardare oltre i dati relativi al PIL per individuare i settori che crescono più velocemente rispetto all’economia nel suo insieme. In Asia, la rapida espansione dei ceti medi sta portando alla diffusione di servizi come le assicurazioni, alla crescita dell’e-commerce e a un aumento dei consumi. Ping An Insurance, AIA Group, Tencent e Alibaba sono alcuni esempi di società interessanti che operano in queste aree. Un altro settore che evidenzia dinamiche positive nelle economie asiatiche in via di sviluppo ed emergenti è quello della salute. Vi sono solide aziende sanitarie e farmaceutiche in Australia (Healthscope, Ramsay Health Care, CSL) e Cina (China Biologic Products). Queste società puntano a soddisfare le esigenze legate all’invecchiamento della popolazione in tutta la regione Asia-Pacifico, nonché la crescente domanda di servizi sanitari di qualità più elevata. La spesa per infrastrutture continua ad aumentare stabilmente e l’area resta una potenza manifatturiera. Ad esempio, è leader a livello mondiale nella produzione di smartphone e personal computer. Alcune società asiatiche sono all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica: è il caso di alcuni produttori di chip e componenti elettronici a Taiwan e nella Corea del Sud. La qualità delle aziende asiatiche è in miglioramento e vanta un crescente numero di produttori di beni di consumo competitivi a livello globale. Concentrandosi sui vantaggi competitivi, sulla redditività sostenibile e sulla corporate governance, queste società sono in grado di generare utili e dividendi più stabili.

È dunque importante che gli investitori non si concentrino eccessivamente sul rallentamento della crescita della regione. Innegabilmente, il crollo dei listini azionari cinesi nel 2015 e la mini-svalutazione del renminbi si sono tradotti in un aumento della volatilità dei mercati. Ma resta il fatto che la moderazione dell’Asia sta avvenendo in un contesto di maggiore capacità di tenuta dell’economia, in cui vanno affermandosi società ben gestite e dotate di solidi vantaggi competitivi.

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