Mps: Siena corre il palio più lungo

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di Finanza Operativa 25 Ottobre 2016 | 12:05

Di Vincenzo Longo, market strategist di IG

Questa mattina l’ad Marco Morelli ha alzato il velo sul nuovo piano industriale sul 2016/2019 di Banca Mps. I dettagli più interessanti riguardano un utile netto atteso a fine 2019 a 1,1 miliardi di euro, con un ROTE superiore all’11%. Sono stati annunciati nuovi tagli del personale, che dovrebbero attestarsi a 2.600 unità (di cui 1.400 dal precedente piano) e la chiusura di 500 filiali. La banca ha anche confermato l’aumento di capitale da 5 miliardi, da realizzarsi senza diritto d’opzione, e il deconsolidamento dei crediti deteriorati per un valore nominale di 27,6 miliardi di euro, 9,1 miliardi netti (33% sul valore nominale). Prima dell’aumento ci sarà un reverse stock split con un rapporto di 1 nuova azione ogni 100 azioni esistenti. Il tutto verrà discusso nel Cda convocato per il 24 novembre, che dovrebbe approvare e dare il via libera all’aumento di capitale. Durante la conferenza stampa, Morelli ha fatto sapere che non sono state fatte assunzioni specifiche sulla conversione dei bond subordinati (pari a 5 miliardi di euro equamente divisi tra retail e istituzionali). Altro nodo da sciogliere riguarda il pre underwriting agreement, che scadrà il 31 dicembre 2016 e la cui adesione dipenderà dalle condizioni del mercato.

VALUTAZIONE

Quando manca un mese da quella fatidica data, la Banca inizierà il suo roadshow per cercare di richiamare l’interesse degli operatori e degli anchor investor di cui si parla da tempo, che potrebbero accaparrarsi una quota di 2 miliardi dell’aumento. La prosecuzione del rally in borsa, ci spinge a dire che il mercato sta andando ben oltre il semplice piano industriale, che seppur importante, non è in grado di giustificare simili performance. Crediamo che gli operatori stiano puntando alla buona riuscita del roadshow e la conversione dei bond subordinati, che potrebbero rappresentare il miglior mix per la banca, in grado di ridurre considerevolmente la quota di aumento di capitale riservata al pubblico rispetto ai 5 miliardi totali. Potrebbe essere proprio questa la motivazione per cui il mercato non ha reagito male alla decisione di eliminare il diritto d’opzione agli attuali azionisti (di cui si parlava da tempo), che riduce l’appeal nella detenzione dei titoli attuali a vantaggio di quelli di nuova emissione. A questo punto, maggiori indicazioni sul prezzo dei nuovi titoli saranno decisivi per capire il peso dell’effetto diluitivo.

Intanto, mentre il titolo continua a correre in borsa (+23% oggi) ed è tornato ai massimi che non vedeva dal 27 giugno, a 0,4390 euro. I violenti e forti rialzi in borsa dovrebbero trovare resistenze sui massimi del 24 giugno, subito dopo il referendum Brexit, poco sopra 0,48 euro. Se la banca non riuscirà a convincere gli investitori istituzionali e la conversione dei bond subordinati non dovrebbe portare i risultati sperati, il titolo potrebbe ritornare a vedere i minimi di una settimana fa, dato che l’effetto diluitivo verrebbe scaricato sugli attuali azionisti, con tutti i dubbi poi legati alla buona riuscita dell’operazione. Delle vendite immediate potrebbero essere ora del tutto fisiologiche e riportare il titolo a stabilizzarsi intorno ai 0,30.

Crediamo che Siena stia correndo il Palio più importante e lungo della sua storia. A questo punto, affinché i cannoni di Piazza del Campo risuonino il prossimo 24 novembre, è necessario arrivare con una cordata di investitori pronti a investire per il rilancio della nuova banca.

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