I trend dei mercati emergenti

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di Finanza Operativa 3 Novembre 2016 | 15:30

A cura di Geoffrey Wong, Head of Global EM and Asia Pacific Equities di Ubs Am
A seguito del boom che ne ha caratterizzato i primi dieci anni del nuovo millennio, i mercati emergenti sono entrati in una fase di prolungato rallentamento che ha coinciso con una sottoperformance, dovuta all’erosione della competitività e alla contestuale esplosione del credito, che hanno portato a una minore profittabilità delle società. Oggi registriamo tuttavia segnali di aggiustamenti strutturali che fanno guardare con ottimismo al lungo periodo.
Stiamo ad esempio registrando un incremento della competitività, in quanto le valute locali hanno subito una correzione nei confronti di un dollaro più forte e la crescita dei salari reali è diminuita. Un incremento della produttività che sta nuovamente superando la crescita dei salari segna l’inizio del ritorno alla competitività. Ci sono stati miglioramenti sul fronte dei saldi con l’estero e un rallentamento nella crescita del credito in molti Paesi, con la rilevante eccezione della Cina.
Macro. I principali driver della crescita e i temi-chiave da tenere sotto la lente. Dal nostro punto di vista, ci sono alcuni robusti driver strutturali all’interno dei Mercati Emergenti. L’incremento della popolazione in età lavorativa e l’aumento dei livelli di reddito stanno traghettando milioni di famiglie dal ceto medio a una fascia sociale più alta. Assistiamo ad una crescita concreta dei consumi tra gli abitanti delle aree urbane e tra gli individui più inclini alla tecnologia, ed una contestuale riduzione del rapporto tra la popolazione attiva e quella inattiva. E questo lo riscontriamo non solo in Cina, ma anche in molti altri Paesi asiatici (India, Indonesia, Malesia, Filippine) latino-americani (Argentina, Brasile, Messico) e nelle economie emergenti europee (Polonia, Russia e anche Turchia).
Abbiamo identificato quattro temi chiave che dovrebbero beneficiare di tali cambiamenti.
– In primo luogo al crescere dei redditi la spesa in beni voluttuari aumenta, indirizzata principalmente verso l’educazione, il divertimento e il tempo libero. Al contempo, la spesa destinata ai beni di consumo primari tende a stabilizzarsi.
– In secondo luogo, i consumatori aumentano la propria brand-awareness, preferendo prodotti dal brand noto rispetto a quelli più sconosciuti in categorie di consumo che migliorano la loro qualità di vita.
– In aggiunta, i canali di distribuzione online nei mercati emergenti stanno crescendo rapidamente. Così come in Occidente, per i distributori tradizionali la crescente penetrazione dell’online è stata accompagnata da una riduzione delle vendite a perimetro costante. La Cina ha spianato la strada nell’e-commerce e, guardando avanti, anche l’India offre un enorme potenziale.
– Ultima, ma non per importanza, una crescente attenzione verso il benessere personale e la salute. La crescita della ricchezza spinge la domanda per cure mediche di qualità, portando però al contempo a una maggiore incidenza di malattie legate allo stile di vita come l’obesità e problemi cardiovascolari.
Micro. La selezione di titoli di qualità. Per identificare società di qualità con prospettive di crescita di lungo periodo guardiamo alla competitività non solo della società stessa, ma dell’industria nella sua totalità. Ciò significa guardare ai trend di profittabilità e di sostenibilità degli utili, oltre che ai modelli di governance e trasparenza.
Un elemento chiave per il nostro processo, infatti, è l’utilizzo di fonti di informazione non convenzionali, che ci permettono di avere una comprensione a tutto tondo della società e dei più ampi trend dell’industria. Questo significa intraprendere relazioni dirette con i competitor delle società presenti all’interno del nostro universo di investimento, con i loro fornitori e clienti, oppure con esperti indipendenti dell’industria. In pratica, sviluppiamo una comprensione a 360 gradi della società.

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