Merger Arbitrage, una strategia per ottenere rendimenti attraenti in un contesto di tassi bassi

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di Finanza Operativa 9 Novembre 2016 | 16:30

Quando una società quotata è oggetto di un’acquisizione, spesso, si registra un differenziale (spread) tra l’offer price (ovvero il prezzo che dovrà essere pagato alla chiusura dell’operazione dall’acquirente) e il prezzo di mercato dopo l’annuncio. Il merger arbitrage consiste nel catturare questo spread per ottenere rendimenti prevedibili investendo in azioni di società target di operazioni di M&A. In particolare, lo spread deriva:

  • dagli azionisti che, dopo l’annuncio, vendono la loro posizione al fine di realizzare un guadagno;
  • dal rischio potenziale di fallimento del deal (anti-trust, finanziamento).

Lutetia Capital, società di gestione del risparmio indipendente, adottata per il fondo Lutetia Patrimoine, una strategia di “pure merger arbitrage”, focalizzata su titoli azionari large cap europei e nord americani soggetti a offerte pubbliche di acquisto amichevoli. Lo spread catturato tra il prezzo di offerta e il prezzo di mercato post annuncio dell’operazione amichevole permette alla strategia di merger arbitrage di ottenere rendimenti prevedibili e regolari, offrendo un profilo rischio/rendimento simile agli strumenti obbligazionari di breve termine.

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La strategia investe in un portafoglio solitamente composto da circa 50-70 posizioni selezionate grazie all’analisi dettagliata delle operazioni di M&A, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, con l’obiettivo di minimizzare il rischio di insuccesso, un fattore presente soprattutto nelle operazioni ostili.

Nell’attuale contesto di mercato, particolarmente complesso – ha affermato Fabrice Seiman, Managing Partner e gestore di Lutetia Capital – il “pure” merger arbitrage è una delle poche asset class attraenti, grazie soprattutto a tre fattori chiave: la decorrelazione, con un beta dello 0,08 rispetto all’Eurostoxx50, l’elevata liquidità e il fatto che di solito ci sia una prevedibilità sui ritorni generati (un rapporto medio annualizzato tra spread e rendimento di circa il 7% su operazioni in Nord America con un valore superiore ai 400 milioni di dollari, esclusa la leva). Grazie alla validità del nostro approccio d’investimento nel campo del merger arbitrage, la strategia, implementata a partire dal 2009, sta riscontrando un interesse sempre maggiore, e siamo molto soddisfatti di potere venire incontro alla crescente richiesta di nostri prodotti tramite la piattaforma AllFunds”.

Negli ultimi 25 anni, la strategia Merger Arbitrage ha sovraperformato in modo significativo le obbligazioni, con il 30% in meno di volatilità e una riduzione del ribasso massimo. “Durante la crisi del 2008, quando gli indici S&P500 e Eurostoxx50 – fa notare Seiman – sono scesi di oltre il 50% raggiungendo i minimi (7 Ott. 2007, 9 Mar. 2009), il portafoglio diversificato merger arbitrage ha ottenuto rendimenti positivi.  Nel 2000, sono stati necessari 43 mesi per l’indice S&P 500 e 50 mesi per l’Eurostoxx50 per recuperare, mentre il merger arbitrage era positivo. L’universo di investimento di Lutetia è principalmente focalizzato in deal conservativi”.

“Le posizioni in valuta diversa dal dollaro – specifica poi Seiman – sono hedgiate e, nel caso in cui i titoli in portafoglio dovessero distribuire dividendi, questi vengono a loro volta distribuiti agli investitori del fondo”.

Lutetia ha siglato un accordo di collaborazione con Société Générale nell’elaborazione di indici che offrono un’esposizione a leva sulla strategia di merger arbitrage. In particolare è stato strutturato l’indice SGI Merger Arbitrage 2 (versione EUR: SGBVMAE2 / versione USD: SGBVMAU2) che offre un’esposizione con un obiettivo di leva pari a 2 sulla strategie merger arbitrage sviluppata da Lutetia.

Vincenzo Saccente, Managing Director, Co-Head Public Distribution di Societe Generale in Italia, ha commentato: “In uno scenario come quello attuale, caratterizzato da tassi bassi, gli indici di Sg basati sulla strategia di merger arbitrage possono offrire rendimenti attraenti grazie sia a ritorni decorrelati dai mercati, sia a migliori performance su un orizzonte di lungo termine rispetto ad altre asset class, come azioni e obbligazioni, con un’importante riduzione della volatilità”.

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