Fondamentali europei ancora convenienti: l’outlook di Russell Investments

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di Finanza Operativa 8 Dicembre 2016 | 10:00

Gli strategist di Russell Investments si aspettano un contesto sfidante per il 2017. Nel breve termine il team ritiene che la crescita economica globale dovrebbe migliorare, sostenuta dallo stimolo fiscale, mentre i leader politici di tutto il mondo si allontanano dalle politiche di austerità. In un’ottica di lungo termine, tuttavia, ritengono che la prospettiva di un protezionismo commerciale emersa a seguito delle Brexit e delle elezioni presidenziali Usa potrebbe implicare un rallentamento della crescita e inflazione più elevata.
Luca Gianelle, Client Portfolio Manager, di Russell Investments, ha commentato: «Allacciate le cinture, perché il 2017 potrebbe essere come un giro sulle montagne russe per gli investimenti. Da parte nostra cercheremo con attenzione segnali che i mercati si saranno spinti troppo in là in termini di panico o euforia e cercheremo di ottenere una protezione dai ribassi a buon mercato.
Europa: le azioni sono leggermente convenienti in termini assoluti; chiusa la posizione di sottopeso sui bond europei core Russell Investments è positiva sui mercati finanziari europei, grazie ai fondamentali favorevoli. La società ritiene che le azioni dell’area euro siano lievemente a buon mercato in termini assoluti e decisamente a buon mercato rispetto agli Stati Uniti. Recentemente, il team di investimento ha chiuso la posizione di sottopeso sulle obbligazioni europee core, a seguito del lieve aumento dei rendimenti sopra il target dello 0,2% fissato dal team per fine anno. Nel 2017, gli strategist della società prevedono che i bond dell’Europa core resteranno in un range compreso tra lo 0% e lo 0,5%, mentre le obbligazioni periferiche si attesteranno tra l’1% e il 2%.
Per quanto riguarda l’outlook sull’Europa, Luca Gianelle, ha commentato: «Aspettare la sovraperformance sui mercati finanziari è come aspettare Godot. Nell’ultimo anno, ogni volta che sembrava che si affermasse un trend al rialzo, subito interveniva qualcosa a farlo vacillare. Tuttavia, i fondamentali sono rimasti favorevoli nel 2016 e questo, combinato con le valutazioni attraenti continuerà a supportare una posizione di sovrappeso sull’azionario dell’eurozona. Guardando avanti, dovremo continuare a monitorare i rischi politici, ma siamo ottimisti sul fatto che, per il prossimo anno, nell’eurozona non ci saranno sorprese analoghe alla Brexit o alle elezioni presidenziali americane».
Usa: valutazioni elevate sull’azionario, un’anticipazione degli stimoli di Trump potrebbe portare a un periodo prolungato di ipercomprato. Negli Usa, Russell Investments evidenzia come la “Trumponomics” non abbia precedenti a cui riferirsi e ritiene che stimoli eccessivi possano portare a un surriscaldamento dell’economia, con una conseguente stretta della Fed e una regressione dell’economia nel 2018. Le valutazioni sui mercati azionari sono elevate, quindi Russell Investments suggerisce cautela relativamente al fatto che un’eccessiva euforia sulle misure di Trump possano portare a un periodo prolungato di ipercomprato.
Relativamente all’outlook per gli Usa, Luca Gianelle ha commentato: “La Trumponomics è orientata alla crescita e all’inflazione e il nostro scenario base prevede un aumento di mezzo punto percentuale della crescita del Pil reale. Crediamo che la crescita degli utili si attesterà probabilmente intorno al 5% nel migliore dei casi, mentre gli attuali elevati margini potrebbero essere messi sotto pressione dall’aumento del costo del lavoro e dal rafforzamento del dollaro. Rispetto a questo scenario, all’interno di portafogli globali diamo preferenza all’azionario Europa e Giappone rispetto a quello Usa e riteniamo che le valutazioni del mercato americano possano limitarne la performance”.
Regno Unito: outlook di crescita al di sotto delle attese del mercato e attenzione rivolta al post-Brexit. Secondo Russell Investments, nel valutare le conseguenze del percorso di uscita dall’Unione Europea sarà determinante capire se si tratterà di una Hard oppure di una Soft exit. Da questo, infatti, dipenderà il livello di disagi economici e finanziari, ovviamente maggiori in caso di uscita traumatica. Russell Investments ritiene che sebbene il rischio di recessione per il Regno Unito sia diminuito, ci si aspetta un significativo rallentamento della crescita, a un tasso leggermente inferiore rispetto al consensus, tra lo 0,8% e l’1,2%
Relativamente all’outlook per il Regno Unito, Luca Gianelle ha spiegato: “Tutto considerato, gli elementi che stanno spingendo il Regno Unito verso un’uscita più controllata dall’Unione sono forti tanto quanto quelli che portano a un’uscita più dura. Sfortunatamente, per il momento possiamo solo aspettare e vedere quale delle due prevarrà. Sebbene le valutazioni sull’azionario siano ancora abbastanza convenienti, manteniamo un leggero sottopeso sull’azionario Regno Unito. Gli investitori in reddito fisso dovrebbero tenere in considerazione l’equilibrio tra i segnali sul sentiment di breve periodo relativo all’ipervenduto rispetto a valutazioni leggermente elevate nel medio periodo”.
Gli strategist di Russell Investments danno la propria view anche sull’outlook per l’Asia e per le valute:
– La regione Asia-Pacifico continua a registrare e a promettere una crescita economica stabile, con un tasso di crescita atteso nel 2017 simile a quello attuale. In questo contesto, il prolungato trend al ribasso dell’inflazione e dei tassi di interesse ufficiali sta arrivando a una conclusione in tutta la regione. Russell Investments ritiene quindi che i mercati azionari di quest’area continueranno a offrire un valore moderato.
– Valute: in scia al rialzo del dollaro Usa dopo la vittoria di Trump nelle elezioni presidenziali di novembre, ci potrebbero essere le condizioni per un overshooting della valuta simile a quello registrato durante il primo mandato di Ronald Reagan nel 1980. Tuttavia Russell Investments non ritiene che questo possa essere uno scenario probabile.

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