Accordo Amundi UniCredit Pioneer: i dettagli dell’operazione

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di Finanza Operativa 12 Dicembre 2016 | 10:00

Amundi annuncia la sigla dell’accordo vincolante con UniCredit, finalizzato all’acquisizione di Pioneer Investments, per un importo in contanti pari a 3,545 miliardi di euro. L’operazione prevede la creazione di una partnership strategica di lungo periodo fra Amundi e UniCredit per la distribuzione di prodotti di risparmio gestito.

Pioneer Investments, società di asset management di scala mondiale con un profilo geografico, una tipologia di business fortemente complementari rispetto ad Amundi, vanta masse gestite pari a 2221 miliardi di euro, di cui la gran parte afferenti ad attivi retail.

Questa acquisizione, di portata evolutiva, rafforzerà in misura significativa il progetto industriale di Amundi, consoliderà la sua posizione di leader europeo nell’asset management, creando l’ottavo asset manager a livello globale con masse in gestione pari a 1.2761 miliardi di euro

L’operazione, a detta del management di Amundi, dovrebbe produrre su base annuale sinergie ante imposte per circa 180 milioni di euro, a pieno regime entro 3 anni: circa 150 milioni di euro di sinergie di costi dovrebbero essere realizzate grazie all’unificazione delle piattaforme di investimento, all’ottimizzazione dei servizi IT e alla razionalizzazione dei costi amministrativi e di back-office; 30 milioni di euro in sinergie nei ricavi sono attesi dal potenziale cross selling e da altre forme di ottimizzazione dei ricavi (brokeraggio…)

I costi totali di integrazione sono stimati a circa 190 milioni di euro ante imposte e dovrebbero essere realizzati nel 2017 e 2018. L’acquisizione di Pioneer dovrebbe generare un aumento dell’utile per azione (cd. Earning Per Share) di Amundi di circa il 30%, contabilizzando l’effetto su base annuale delle sinergie ed escludendo i costi di ristrutturazione.

Il patrimonio netto tangibile di Pioneer Investments, all’atto del perfezionamento dell’operazione, sarà pari a circa 500 milioni di euro, superiore di 300 milioni di euro rispetto a quanto stabilito dalla regolamentazione. L’operazione sarà finanziata da capitale disponibile per circa 1,5 miliardi di euro, da un aumento di capitale di circa 1,4 miliardi di euro (attraverso l’emissione di diritti di opzione) e 0,6 miliardi di euro di debito senior e subordinato.

L’aumento di capitale sarà lanciato nel primo semestre 2017 e sarà sottoscritto dal Gruppo Crédit Agricole che sosterrà l’offerta e conserverà una quota pro forma minima del 66,7%. L’operazione, che è stata approvata dai Consigli di Amministrazione di Amundi e UniCredit, è soggetta alle abituali condizioni di closing e all’approvazione delle autorità regolamentari e antitrust. La conclusione dell’operazione dovrebbe avvenire nella prima metà del 2017.

Commentando l’acquisizione, Xavier Musca, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Amundi, ha affermato: “Questa operazione è perfettamente in linea con la strategia di acquisizione selettiva annunciata al momento dell’IPO: Pioneer Investments rafforzerà l’expertise di prodotto di Amundi, amplierà i suoi canali e reti di distribuzione e genererà sinergie significative. L’operazione conferma il posizionamento evidente di Amundi quale leader europeo dell’asset management, per dimensioni e redditività”.

Commentando l’acquisizione, Yves Perrier, Chief Executive Officer di Amundi, ha aggiunto: “L’acquisizione di Pioneer Investments è un importante passo in avanti per consolidare la posizione di Amundi quale leader europeo dell’asset management. Questa acquisizione rafforzerà il modello industriale di Amundi e porterà benefici ai nostri clienti, generando al tempo stesso valore significativo per i nostri azionisti. Pioneer Investments è un asset manager di scala mondiale, con un profilo di business e geografico altamente complementare. In Amundi siamo tutti entusiasti all’idea di poter accogliere presto i nostri nuovi colleghi che entreranno a far parte di un gruppo leader dell’asset management, totalmente dedicato al servizio dei propri clienti retail e istituzionali”.

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