Al via Algebris Npl Fund: investirà principalmente in non-performing loan di banche italiane

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di Finanza Operativa 13 Dicembre 2016 | 16:42

Dopo il successo dell’Algebris NPL Fund I, Algebris Investments (UK) LLP, società di gestione del risparmio, lancia l’Algebris NPL Fund II, il secondo fondo dedicato agli investimenti in non-perfoming loans, crediti in sofferenza di istituti bancari in Italia. L’Algebris NPL Fund I, lanciato nell’ottobre 2014, ha investito 400 milioni di Euro (dei 437 milioni di Euro raccolti) attraverso 36 operazioni concluse con 24 banche. Grazie ai risultati dimostrati dal Fondo I e al miglioramento del contesto normativo di riferimento, Algebris dà il via ad un secondo fondo che investirà sulle tracce del primo nel settore degli NPLs.
L’Algebris NPL Fund II è un fondo d’investimento di diritto lussemburghese destinato ad investitori istituzionali internazionali che investirà, tramite una società di cartolarizzazione italiana, in portafogli di NPLs o in singoli NPLs di banche italiane e si focalizzerà sui crediti garantiti da Real Estate.
Il nuovo fondo si propone di raccogliere 1 miliardo di Euro entro la fine del 2017, ed ha già commitments firmati per circa 210 milioni di Euro e interesse espresso per 500 milioni di Euro dai principali investitori istituzionali al mondo. La durata del fondo sarà di 6 anni con un periodo di investimento di 3.
L’Algebris NPL Fund II sarà gestito da Algebris Investments (UK) LLP, che si avvarrà dell’esperienza del suo fondatore e CEO, Davide Serra, coadiuvato dal team coordinato da Massimo Massimilla. Il team ha a disposizione una squadra di professionisti qualificati con forti competenze nei settori finanziario ed immobiliare che supporteranno Algebris nel processo di analisi, acquisizione e valorizzazione dei portafogli di crediti in sofferenza.
Al riguardo Davide Serra ha dichiarato: “Avevamo già da tempo intravisto le grandi opportunità di investimento del settore degli NPLs in Italia lanciando nel 2014 il nostro primo fondo dedicato, che ha raggiunto con grande successo gli obiettivi d’investimento previsti. Abbiamo quindi deciso di lanciare un secondo fondo in considerazione dell’accelerazione del processo di pulizia dei bilanci da parte delle banche italiane voluto dalla BCE e dal SSM. Investire in NPLs in Italia permetterà alle banche di pulire i propri bilanci, condizione necessaria per fare aumenti di capitale e riprendere a fare prestiti all’economia reale. Con bilanci più puliti vedremo anche aggregazioni industriali e riduzione dei costi, necessari con l’avvento della digitalizzazione e tassi di interesse strutturalmente bassi. Dal 2008 al 2015 i crediti in sofferenza in pancia alle banche italiane sono cresciuti in media del 25% all’anno, raggiungendo circa i 200 miliardi di Euro e con crediti incagliati per 160 miliardi di Euro. Assumendo di tornare al livello pre-crisi, la quantità di NPLs che potenzialmente potrà arrivare sul mercato nei prossimi 3/5 anni è di circa 140 miliardi di Euro, di cui circa 65 miliardi secured. Siamo stati tra gli investitori più attivi nel 2015 e dall’inizio del 2016 abbiamo già concluso numerose operazioni, per un valore nominale di circa 672 milioni di Euro, ossia più di un terzo del valore complessivo del nostro mercato di riferimento”.

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