State Street: i temi di investimento per il 2017

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di Finanza Operativa 14 Dicembre 2016 | 18:00

a cura di State Street Global Advisors

“Eventi geopolitici dirompenti, in particolare le sorprese Trump e Brexit, hanno contrassegnato il 2016 come anno di cambiamento in tutto il panorama geo-politico, con implicazioni significative sia per l’economia che per i mercati”, ha dichiarato Rick Lacaille, chief investment officer globale di SSGA. “La politica populista e il sentiment anti-globalizzazione hanno posto le basi per cambiamenti politici significativi nel 2017 e oltre. A nostro avviso, alcuni dei temi di investimento principali su cui gli investitori hanno fatto affidamento nel corso degli ultimi anni si stanno modificando a fronte di un contesto in continua evoluzione. Gli investitori avranno bisogno di prendere in considerazione aree del mercato che beneficeranno o soffriranno di un possibile ambiente reflazionistico, modificando per esempio la ricerca di rendimento”.

Focus sulla politica fiscale

“In un contesto dove molte banche centrali sono a corto di strumenti di politica monetaria, la riluttanza a impiegare misure di stimolo fiscale è finalmente svanita”, sostiene Chris Probyn, Chief Economist di SSGA. “L’austerità è meno pronunciata nell’Europa continentale. Il Regno Unito sta posticipando il suo piano di ritorno a un surplus di bilancio dopo il risultato del referendum sull’uscita dall’Unione Europea. Il Canada e il Giappone stanno introducendo nuovi pacchetti di stimolo fiscale. La Cina sta utilizzando misure fiscali mirate a supportare la crescita economica e la transizione verso un‘economia più orientata ai consumi. Inoltre la proposta del Presidente Trump di tagliare le tasse e di aumentare gli investimenti nelle infrastrutture potrebbe potenzialmente dare una forte spinta alla crescita economica degli USA verso il 3% nel prossimo semestre”.

“Allo stesso modo il Fondo Monetario Internazionale ha approvato un aumento della spesa pubblica, affermando di recente che il sostegno fiscale ‘resta essenziale per generare momentum ed evitare un calo duraturo delle aspettative di inflazione a medio termine’ continua Probyn. “Gli investitori, tuttavia, devono decidere quanta fiducia riporre nei governi e su quali aree del mercato è probabile che vi sia un maggiore impatto”.

 Monitorare le elezioni

“Il potenziale impatto di ulteriori tensioni politiche sui mercati nel 2017 è molto alto”, sostiene Lori Heinel, deputy global chief investment officer di SSGA.

“Le elezioni nei principali paesi europei intensificheranno le preoccupazioni per un’ulteriore destabilizzazione dell’euro – in particolare in Francia, dove la popolarità del partito euroscettico Front National è cresciuta. Resta molto forte per i funzionari dell’UE la spinta a fare tutto il necessario per mantenere l’unione monetaria. “Basta solamente l’idea di instabilità per far crescere la paura tra gli investitori e questa sensibilità potrebbe portare a un ulteriore indebolimento dell’euro durante la prima metà del 2017”, ha continuato Heinel. “Mentre c’è ancora una grande incertezza per quanto riguarda gli effetti finali, possiamo già vedere come alcuni di questi cambiamenti probabilmente accelereranno altri mutamenti che sono già in corso”.

Il protezionismo sta crescendo

Gli accordi commerciali globali proposti stanno perdendo il supporto in tutti i mercati e l’amministrazione presidenziale USA si è opposta all’accordo Trans Pacific Partnership che coinvolge 12 nazioni. Inoltre, il numero di misure commerciali protezionistiche imposte a livello globale nel 2016 è cinque volte maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un’ampia inversione di tendenza nel commercio globale è quasi certamente negativa per la crescita dell’economia globale ed è in linea con le nostre previsioni di modesti rendimenti per le azioni globali “, commenta Dan Farley, chief investment officer dell’Investment Solutions Group di SSGA. “Tuttavia, per quanto riguarda alcuni settori a livello locale, il protezionismo porterà alcuni benefici dato che le imprese diventeranno più competitive a livello nazionale, ma sarà un peso per le società orientate all’export a livello globale”.

Cambiamenti nelle politiche monetarie: un game changer per gli investitori

Dopo anni di politica monetaria non convenzionale per combattere i bassi livelli di crescita economica e l’inflazione, gli Stati Uniti stanno cautamente procedendo con la normalizzazione dei tassi, mentre le banche centrali in Europa e in Giappone hanno mostrato qualche esitazione a estendere i tassi di interesse negativi e i programmi di acquisto di asset.

“Con la politica monetaria arrivata probabilmente al limite nell’azione di stimolo della crescita, è probabile che nel 2017 si verifichi una svolta verso uno stimolo fiscale (che servirà anche per placare il malcontento sociale in alcuni paesi)”, sostiene Heinel. “Questo fa sorgere una domanda: quali strumenti aggiuntivi sono a disposizione dei banchieri centrali mondiali, se ciò che è già stato provato non funziona più?”.

Traducendo gli intenti in azioni, l’espansione fiscale e la spesa in infrastrutture potrebbero generare un circolo virtuoso di aumento della spesa, aumentando la fiducia, e riportando gli Stati Uniti a essere il motore dell’economia globale. Allo stesso tempo, l’inflazione più elevata e l’aumento dei tassi di interesse metteranno i mercati obbligazionari sotto pressione.

La strategia di portafoglio a breve termine di State Street Global Advisors

In un’ottica di crescita dei mercati azionari, SSGA è convinta che gli investitori debbano riflettere attentamente sulle scelte relative ai settori, dato che alcune aree del mercato hanno subìto un rialzo delle valutazioni. Alcuni investitori potrebbero voler diversificare l’allocation, che potrebbe trarre profitto da un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse in aumento. Per gli investitori in cerca di rendimenti, l’evoluzione dei mercati obbligazionari e azionari richiederà un approccio più sfumato e prudente. Nel frattempo i modelli di volatilità suggeriscono che nel 2017 si verificheranno rischi più elevati per i mercati azionari, e la capacità della Federal Reserve di moderare gli eccessi appare sempre meno probabile. Pertanto gli investitori dovrebbero rivedere le loro strategie di gestione della volatilità e di copertura valutaria. La copertura dei rischi di coda, ovvero sovrapposizioni dinamiche o tattiche che forniscono alpha o che riducono il rischio, o altri fattori di diversificazione, possono aiutare a prepararsi per il contesto incerto che si profila davanti a noi.

Azionario

  • Dopo cinque trimestri consecutivi di declino degli utili dell’S&P 500, c’è stato un ritorno in positivo nel terzo trimestre del 2016 e ci aspettiamo che questo trend prosegua nel Q4.
  • Come anticipato, l’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed dovrebbe costituire un vantaggio per i titoli del settore finanziario, perché causerebbe l’incremento dei margini di interesse, ma allo stesso tempo potrebbe limitare settori come i beni di consumo discrezionali, che hanno beneficiato di condizioni di accesso al credito agevolate
  • La previsione a un anno per i titoli azionari dei mercati sviluppati (eccetto gli USA) è ​​paragonabile al 3,3% che ci attendiamo per gli Stati Uniti, quindi invitiamo gli investitori a considerare con cautela le azioni internazionali, con posizioni di sottopeso in Europa e nell’area Asia-Pacifico
  • Prevediamo che le azioni dei mercati emergenti cresceranno di circa il 6% nel 2017, nell’ottica di una prospettiva di crescita più forte, come conseguenza della fine della recessione per Russia e Brasile e della fine dell’impatto negativo del calo dei prezzi delle materie prime

Government Bonds

  • Crediamo che i rendimenti estremamente contenuti offrano un punto di partenza poco incoraggiante per investire sui mercati obbligazionari globali e inoltre, senza un aumento dei prezzi da rendimenti ancora più bassi, questa tipologia di titoli può fornire solo rendimenti negativi
  • Per le obbligazioni governative statunitensi a 10 anni prevediamo, da un lato, un rendimento dello 0,3% annuo e, dall’altro, un rendimento negativo dello 0,3% per i titoli di stato dei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti

Credit and High Yield

  • A nostro avviso, il credito e il debito high yield negli Stati Uniti sembrano favorevoli, con previsioni annuali rispettivamente al 2% per cento e al 5,1%

 Commodities

  • La nostra ricerca indica che mentre il petrolio ha registrato una ripresa notevole dai minimi di inizio 2016, il continuo eccesso di offerta e la crescita modesta a livello globale manterranno probabilmente l’energia limitata all’interno di un range, con una leggera tendenza al rialzo nel 2017
  • Prevediamo che i metalli preziosi, come l’oro, dovrebbero continuare a performare bene in un contesto caratterizzato da tassi di interesse negativi diffusi a livello mondiale e da un graduale ritorno a livelli più elevati di inflazione

“In ultima analisi, vediamo il 2017 come un anno che continuerà a essere scandito da cambiamenti politici ed economici significativi e a volte imprevedibili”, prosegue Lacaille. “Complessivamente gli investitori dovranno prendere in considerazione il modo migliore per posizionare i loro portafogli sulla base dei relativi rischi e delle possibili opportunità che questi cambiamenti portano”.

 

 

La strategia di portafoglio a breve termine di State Street Global Advisors

In un’ottica di crescita dei mercati azionari, SSGA è convinta che gli investitori debbano riflettere attentamente sulle scelte relative ai settori, dato che alcune aree del mercato hanno subìto un rialzo delle valutazioni. Alcuni investitori potrebbero voler diversificare l’allocation, che potrebbe trarre profitto da un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse in aumento. Per gli investitori in cerca di rendimenti, l’evoluzione dei mercati obbligazionari e azionari richiederà un approccio più sfumato e prudente. Nel frattempo i modelli di volatilità suggeriscono che nel 2017 si verificheranno rischi più elevati per i mercati azionari, e la capacità della Federal Reserve di moderare gli eccessi appare sempre meno probabile. Pertanto gli investitori dovrebbero rivedere le loro strategie di gestione della volatilità e di copertura valutaria. La copertura dei rischi di coda, ovvero sovrapposizioni dinamiche o tattiche che forniscono alpha o che riducono il rischio, o altri fattori di diversificazione, possono aiutare a prepararsi per il contesto incerto che si profila davanti a noi.

Azionario

  • Dopo cinque trimestri consecutivi di declino degli utili dell’S&P 500, c’è stato un ritorno in positivo nel terzo trimestre del 2016 e ci aspettiamo che questo trend prosegua nel Q4.
  • Come anticipato, l’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed dovrebbe costituire un vantaggio per i titoli del settore finanziario, perché causerebbe l’incremento dei margini di interesse, ma allo stesso tempo potrebbe limitare settori come i beni di consumo discrezionali, che hanno beneficiato di condizioni di accesso al credito agevolate
  • La previsione a un anno per i titoli azionari dei mercati sviluppati (eccetto gli USA) è ​​paragonabile al 3,3% che ci attendiamo per gli Stati Uniti, quindi invitiamo gli investitori a considerare con cautela le azioni internazionali, con posizioni di sottopeso in Europa e nell’area Asia-Pacifico
  • Prevediamo che le azioni dei mercati emergenti cresceranno di circa il 6% nel 2017, nell’ottica di una prospettiva di crescita più forte, come conseguenza della fine della recessione per Russia e Brasile e della fine dell’impatto negativo del calo dei prezzi delle materie prime

Government Bonds

  • Crediamo che i rendimenti estremamente contenuti offrano un punto di partenza poco incoraggiante per investire sui mercati obbligazionari globali e inoltre, senza un aumento dei prezzi da rendimenti ancora più bassi, questa tipologia di titoli può fornire solo rendimenti negativi
  • Per le obbligazioni governative statunitensi a 10 anni prevediamo, da un lato, un rendimento dello 0,3% annuo e, dall’altro, un rendimento negativo dello 0,3% per i titoli di stato dei mercati sviluppati al di fuori degli Stati Uniti

Credit and High Yield

  • A nostro avviso, il credito e il debito high yield negli Stati Uniti sembrano favorevoli, con previsioni annuali rispettivamente al 2% per cento e al 5,1%

 

Commodities

  • La nostra ricerca indica che mentre il petrolio ha registrato una ripresa notevole dai minimi di inizio 2016, il continuo eccesso di offerta e la crescita modesta a livello globale manterranno probabilmente l’energia limitata all’interno di un range, con una leggera tendenza al rialzo nel 2017
  • Prevediamo che i metalli preziosi, come l’oro, dovrebbero continuare a performare bene in un contesto caratterizzato da tassi di interesse negativi diffusi a livello mondiale e da un graduale ritorno a livelli più elevati di inflazione

“In ultima analisi, vediamo il 2017 come un anno che continuerà a essere scandito da cambiamenti politici ed economici significativi e a volte imprevedibili”, prosegue Lacaille. “Complessivamente gli investitori dovranno prendere in considerazione il modo migliore per posizionare i loro portafogli sulla base dei relativi rischi e delle possibili opportunità che questi cambiamenti portano”.

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