Fondi, i mandati “sostenibili” non penalizzino le performance

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di Finanza Operativa 18 Novembre 2016 | 15:30

A cura di Morningstar

Investire in modo sostenibile non azzoppa il portafoglio. Morningstar ha confrontato i fondi con un mandato “socialmente responsabile” (Sri) a livello globale con l’universo totale, prendendo come riferimento il periodo 2002-2016. Il parametro di valutazione è il rating (le stelle), che è una misura del profilo di rischio/rendimento, corretto per i costi.

Stelle e sostenibilità
L’analisi mostra una maggior concentrazione dei fondi sostenibili nel segmento a tre e quattro stelle rispetto all’universo nel suo complesso. Inoltre, c’è una leggera inclinazione positiva del rating: i cinque stelle superano quelli a una stella (8,4 contro 7,1%) e i quattro stelle sono più dei due stelle (25,1 contro 21,6%).

“I risultati sono coerenti con la letteratura sul tema”, dice Jon Hale, autore dello studio e responsabile della ricerca sugli investimenti sostenibili. “I fondi Sri hanno un profilo di rischio/rendimento simile, se non leggermente migliore rispetto all’universo dei prodotti gestiti”.

Meglio includere che escludere
Scendendo più nel dettaglio, tuttavia, si nota che i fondi che adottano esclusivamente i criteri di esclusione di determinate industrie (ad esempio, quella del tabacco) possono avere una qualche forma di penalizzazione dei rendimenti. “Pochi gestori, tuttavia, usano solamente questo approccio”, precisa Hale. “La maggior parte include i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di costruzione del portafoglio. Diversi studi dimostrano che tale integrazione può produrre risultati positivi. Non solo, chi sceglie di avere un approccio unicamente inclusivo (quindi non scarta a priori nessuna industria) ha più possibilità di ottenere performance superiori”.

Test degli indici
Una conferma ulteriore arriva dal confronto tra l’Msci KLD 400, il più antico indice socialmente responsabile esistente, e l’S&P 500. Dal lancio (1990) a settembre 2016, il primo ha ottenuto rendimenti superiori al secondo in media per 81 punti base ogni anno.

Quello di Morningstar non è il primo studio sul tema, al contrario negli ultimi 15 anni ce ne sono stati molti, che hanno considerato differenti orizzonti temporali, regioni e attività finanziarie e impiegato diverse metriche di performance. “Nel complesso mostrano risultati neutrali o misti”, precisa Hale. “Pochi arrivano a conclusioni decisamente positive o negative, anche se le prime sono più frequenti delle seconde”. D’altra parte, come è emerso durante l’ultima Morningstar investment conference dell’8 novembre a Milano, i team Sri delle società di gestione hanno processi di costruzione del portafoglio e sono misurati sui risultati come tutti gli altri money manager.

Come scegliere
Più che delle performance, dunque, è necessario preoccuparsi dell’offerta, che rimane contenuta rispetto all’universo globale dei fondi (1-2%), per cui non è sempre facile trovare il prodotto adatto per il proprio portafoglio, tenuto conto del fatto che, oltre alla sostenibilità, bisogna guardare alle capacità dei gestori, alla qualità del processo di investimento e alla continuità dei risultati nel tempo. In altre parole, il Sustainability rating non può essere disgiunto dall’Analyst rating e dalle stelle. Combinando i tre giudizi Morningstar, è possibile fare scelte più consapevoli, che aumentano la probabilità di raggiungere i propri obiettivi finanziari.

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